PESCARA «Settimane fa abbiamo definito il progetto Ombrina 2 un assassinio del nostro territorio; i responsabili politici di questo “crimine” annunciato sono ben noti: Chiodi e la Regione Abruzzo e i partiti che hanno favorito l'approvazione dell'articolo 35 del decreto sviluppo del governo Monti». Cosi Gianluca Vacca e Andrea Colletti, neo deputati abruzzesi di M5S (Movimento 5 Stelle), in una conferenza stampa organizzata, ieri a Pescara, per chiarire le prossime mosse dei grillini contro i progetti di estrazione petrolifera offshore davanti alla costa teatina dei trabocchi. Nel frattempo, l’M5S chiede le dimissioni di Chiodi da governatore. «I deputati abruzzesi del Movimento 5 Stelle», hanno spiegato i due portavoce abruzesi di M5S, «hanno avuto nella mattinata di ieri (giovedì) un incontro al ministero dell'Ambiente con, tra gli altri, il Direttore generale Grillo (valutazioni ambientali), e Sebastiano Serra (capo segreteria del ministero). Da questo incontro è emersa ancora più netta la responsabilità della Regione, la quale era a conoscenza del progetto Ombrina da anni, e quindi avrebbe avuto tutto il tempo per presentare un proprio parere adeguatamente motivato sulla inopportunità, sulle ricadute socio-economiche e sui rischi ambientali di Ombrina. Invece la Regione ha taciuto non intervenendo quando avrebbe dovuto; non solo, si è resa ridicola con la storia delle lettere smarrite, dimostrando una totale inadeguatezza a saper difendere le ragioni del nostro territorio». «L'intervento del presidente Chiodi dei giorni scorsi al ministero», proseguono i due portavoce dei grillini abruzzesi, «è stato assolutamente inutile, sia perché tardivo, sia perché la lettera consegnata al ministero portava dei rilievi alquanto generici che sono stati acquisiti dal ministero come parere tecnico della Regione: di fatto Chiodi ha colmato una mancanza documentale nel procedimento Via (Valutazione di impatto ambientale ndr)con un atto che non serve a dare un contributo fattivo al blocco del progetto, ma è utile solo a scagionare politicamente la Regione». «Il dirigente Grillo», proseguono, «avrebbe lasciato intendere che, i pareri contrari e le osservazioni ricevuti, la sollevazione popolare e dei comitati, i tantissimi dubbi e la pericolosità del progetto, nonché la presenza di un costituendo Parco nazionale, tutto ciò non sarebbe ritenuto sufficiente a un esito sfavorevole del parere Via. Anche questa, qualora confermata, ci sembra una decisione assurda: il ministero dell'Ambiente dovrebbe appunto tutelare l'ambiente, evitando di avallare progetti che ne comprometterebbero l'integrità e la sua valorizzazione». «Abbiamo presentato un'interrogazione parlamentare alla camera dei deputati a risposta scritta (a firma Vacca, Del Grosso e Colletti) al ministero dell'Ambiente per verificare che sia stata pubblicata sul sito web del ministero tutta la documentazione inerente la procedura di Via, come la legge prescrive, e cosa che non sembrerebbe essere stata fatta nella sua completezza». «In Parlamento», concludono Vacca e Colletti, «continueremo a fare pressioni politichesui ministeri competenti, parteciperemo alla manifestazione del 13 aprile a Pescara, e presteremo particolare attenzione alla Conferenza di servizi autorizzatoria con cui il ministero dello Sviluppo potrebbe concedere la concessione definitiva».