Nel giorno della visita del ministro Barca in città per presentare opere e fondi disponibili per la ricostruzione, in Consiglio comunale slitta la discussione e l’approvazione del cronoprogramma degli interventi per il centro storico e le frazioni. Dopo un iter tanto rapido quanto inusuale, almeno per un documento tanto importante (l’approvazione in giunta è arrivata il 12 marzo, il via libera della commissione solo mercoledì, a 24 ore dalla riunione dell’assise civica), il Consiglio ha iniziato a discutere del cronoprogramma solo nella tarda serata di giovedì. Accesa la discussione tra maggioranza, con il sindaco Massimo Cialente che ha ribadito il traguardo del 2018 per la fine della ricostruzione, ed opposizioni che hanno sottolineato l’impossibilità di giungere all’approvazione del cronoprogramma. Decisiva, infatti, l’assenza di margini per poter presentare eventuali modifiche ed emendamenti come richiesto dalle minoranze. Il centrosinistra, riconoscendo la necessità di giungere ad una mediazione per l’approvazione del documento, possibilmente all’unanimità visto che grazie ad esso sarà possibile poi andare a chiedere ai futuri governi le risorse necessarie per completare la ricostruzione, ha ritenuto di dover fare un passo indietro ed aggiornare la discussione a giovedì prossimo, in occasione della seconda convocazione del Consiglio. Le proposte non mancano ed in questa settimana potranno essere articolate e meglio formulate. Come quella del consigliere comunale di Appello per L’Aquila, Ettore Di Cesare, che ha pronto un emendamento per chiedere un rendiconto trimestrale dell’attuazione del cronoprogramma, per discutere eventuali problemi o criticità e valutare le strategie per risolverle. «Mi sembra una cosa normale e dovuta - spiega Di Cesare - come alle aziende vengono richiesti i Sal per conoscere l'andamento dei lavori così l'Amministrazione dovrà rendere conto ogni tre mesi di ciò che si sta facendo».