PESCARA «Scansafatiche che rubano lo stipendio, facendo perdere tempo all’Abruzzo». Il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Camillo D’Alessandro, venerdì ha usato la clava contro la maggioranza di centrodestra del governatore Chiodi, accusata di aver prodotto un dannoso stallo istituzionale. «Scansafatiche noi? Macché», grida nel telefonino, per sovrastare il rumoroso vociare in cui è immerso, il capogruppo del Pdl Lanfranco Venturoni. Dal pullman che lo porta a Roma insieme a una folta comitiva di berluscones diretta alla manifestazione di piazza del Popolo, Venturoni respinge le accuse al mittente. «Sono loro, il Pd e la sinistra, che fanno perdere tempo all’Abruzzo - ribatte -. Per esempio con quei 500 emendamenti alla legge elettorale, presentati per mere ragioni di partito, che stanno bloccando la riforma. La verità è che non riescono a trovare la quadra e allora se ne escono con questi attacchi strumentali. Dicono che i lavori del Consiglio sono paralizzati? Bene, allora sulla legge elettorale presentino un testo condiviso e io mi impegno a votarlo a occhi chiusi». L’offensiva del Pd contro la maggioranza non ha risparmiato il Consiglio regionale. D’Alessandro ha invocato un energico cambio di passo, imponendo per esempio all’assemblea di lavorare cinque giorni su sette e di riunirsi una volta alla settimana, anziché due al mese. «Perché gli stipendi - ha commentato il capogruppo del Pd - bisogna guadagnarseli». Il presidente dell’Emiciclo, il pidiellino Nazario Pagano, accoglie con un sorriso la proposta. «Aspetto che D’Alessandro mi presenti un’istanza in proposito, sarò ben lieto di prenderla in considerazione - dichiara il presidente -. Certe richieste si fanno nelle sedi istituzionali, non certo nelle conferenze stampa». Pagano difende poi l’assemblea dall’accusa di incompetenza e approssimazione lanciata dal Pd a proposito dell’elevato numero di leggi impugnate dal Governo nazionale. «Rispetto alle altre Regioni italiane - spiega -, il Consiglio dell’Abruzzo ha una delle percentuali più alte di provvedimenti approvati nel 2012: ben 72. Più è alta la produzione legislativa e maggiori sono i rischi di contenzioso costituzionale superiore, è un dato fisiologico. Oltre tutto una parte del contenzioso è causata proprio da emendamenti bipartisan, introdotti in aula senza una preventiva istruttoria». Per migliorare la qualità legislativa e incentivare il lavoro nelle commissioni uno strumento c’è già - dice il presidente - ed è offerto dalla legge 40 del 2011 sul riordino delle indennità. Su proposta di Pagano, è stato modificato l’assetto delle commissioni e sono state previste sanzioni pecuniarie per i consiglieri assenti. «L’organo istituzionale deputato a decidere l’organizzazione e il calendario dei lavori delle commissioni è la conferenza dei capigruppo - afferma Pagano -. Invito pertanto D’Alessandro a illustrare le sue richieste politiche in quella sede». Lo stesso concetto è ribadito, ma con molta meno diplomazia, da Venturoni: «Ma guarda un po’ questi Democratici - commenta -: protestano sui giornali, ma poi in conferenza dei capigruppo stanno sempre zitti».