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Pescara, 22/03/2026
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Data: 24/03/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Regione, corsa a tre: il Movimento 5 Stelle supera Pd e Pdl. Bacino potenziale del 39% per la lista Grillo i democratici al 35, il centrodestra segue al 27%

PESCARA Le prossime elezioni regionali saranno giocate su un tavolo con tre sfidanti: Pdl, Pd e Movimento 5 Stelle. Partita apertissima quella abruzzese che vede il movimento di Grillo in forte crescita potenziale, il Pdl di Gianni Chiodi in affanno, un Pd in recupero ma in ritardo rispetto all’accelerazione impressa da Grillo al quadro politico generale. Lo scenario è stato disegnato da Paolo Natale, docente di Analisi dei dati statistici e dei sondaggi all’Università di Milano, che ieri al Museo delle Genti di Pescara ha presentato uno studio sui flussi elettorali e sugli scenari regionali condotto per il Pd in collaborazione con l’agenzia Ipsos diretta da Nando Pagnoncelli. In Abruzzo alle ultime elezioni politiche i partiti storici hanno ceduto al Movimento 5 Stelle 230 mila voti, quasi il 30% del totale (29,87). Di questi voti il 20% è stato sottratto al Pd, il 22% al Pdl, il 42% all’Idv. Il resto è arrivato dal bacino dell’astensionismo. Il risultato di Grillo va tenuto in grande considerazione, ha commentato Natale, perché non è un voto meramente di protesta antisistema, destinato dunque a sgonfiarsi. «Lo dimostrano i risultati della Sicilia e di una città come Parma, già amministrata dai 5 Stelle, dove il voto politico ha rafforzato quello amministrativo, nonostante per esempio le difficoltà del sindaco Pizzarotti nell’attuazione del programma». Nei prossimi mesi il consenso al movimento potrebbe dunque strutturarsi e radicarsi nell’elettorato mettendo in seria difficoltà i partiti storici, se questi ultimi non troveranno la forza di reagire e di presentarsi con un’offerta politica rinnovata. Una sfida per il Pd che deve crescere nei settori più giovani dell’elettorato (oggi il partito di Bersani è forte soprattutto tra gli ultracinquantenni) e per il Pdl che si presenterà alle regionali chiedendo la riconferma del governo in un momento di difficoltà congiunturale che non favorisce gli uscenti. Intervistati per esempio sul tema del lavoro, gli abruzzesi si sono dichiarati soddisfatti solo nel 10% dei casi, mentre il 75% ha dato un giudizio negativo. Sul tema della sanità il consenso degli abruzzesi cresce fino al 27%, ma il 48% è critico. E quando si chiede agli abruzzesi di dare un giudizio su Chiodi governatore, il 38% si dichiara soddisfatto, il 44% non soddisfatto. Però solo il 26% sarebbe disposto a rivotarlo, mentre il 56% non lo voterebbe, e il 18% non sa. Calati a livello provinciale i giudizi positivi su Chiodi si rafforzano solo in provincia di Teramo, mentre all’Aquila, Pescara e soprattutto in provincia di Chieti si rafforza il giudizio negativo. Per quanto riguarda i bacini elettorali dei singoli partiti in Abruzzo, l’Ipsos assegna un voto potenziale del 39% al Movimento 5 Stelle (quindi potrebbe migliorare fino a nove punti rispetto alle politiche); il Pd potrebbe arrivare fino al 35% (alle politiche si è fermato al 22,6%); il Pdl avrebbe un bacino elettorale potenziale del 27% (alle politiche era al 23,83%). Partita apertissima dunque quella regionale, con un Pdl costretto a rincorrere sia il Pd sia il movimento di Grillo, ma ancora in partita. Questo al netto degli scenari nazionali estremamente fluidi.

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