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Pescara, 14/05/2026
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Data: 28/03/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Pescara, due arresti per il dragaggio Guerino Testa indagato per falso

PESCARA La procura distrettuale dell’Aquila entra sul caso del dragaggio del porto di Pescara e ordina gli arresti domiciliari per l’ingegnere Angelo Bellafronte Taraborrelli, super dirigente dei lavori pubblici, e per Giuseppe Biscontin, ex funzionario del provveditorato alle opere pubbliche di Venezia. L’inchiesta coinvolge anche il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, nella sua qualità di commissario del dragaggio, carica che ha lasciato alla fine dello scorso anno. Le accuse al momento sono di turbativa d’asta, a carico di 14 personaggi, titolari di società che hanno sede fuori regione, e falso, reato contestato soltanto a Testa, al responsabile unico del procedimento, Emanuele Ucci, e allo stesso Taraborrelli, indicato quale collegamento tra le imprese e la commissione che assegnò alla ditta Gregolin di Venezia l’appalto per il dragaggio, lavori che poi avrebbe dovuto svolgere la società Dragaggi srl che si era classificata seconda. L’inchiesta sarebbe soltanto all’inizio e potrebbe avere altri risvolti legati non alla gara, ma alla questione ambientale, che portò nel dicembre del 2011 al sequestro, da parte dei carabinieri del Noe, della motonave Cucco.
Nell’ordinanza il gip Marco Billi ricostruisce tutte le fasi della gara mettendo in evidenzia i collegamenti tra Taraborrelli e Biscontin e con Luciano Boscolo della Dragaggi. «Sono emersi - scrive il giudice - i rapporti esistenti tra gli indagati e la società Dragaggi e la corresponsione di varie utilità (viaggi all’estero) in favore dei due indagati. Il ricevimento di tali periodiche utilità, anche se precedenti alla formale nomina ad assistente del rup (Taraborrelli fu incaricato direttamente da Testa) appare certamente idoneo ad influenzare la condotta successiva di Taraborrelli. L’accordo pregresso, la conoscenza e lo scambio di informazioni, la predisposizione di uno schema formalmente corretto di gara per far risultare vincitrice una società di schermo (la Gregolin), ma per far eseguire la parte essenziale dei lavori (pari all’83%) alla Dragaggi, integra pienamente il reato oggetto di contestazione». Il Gip parla poi della «gestione disinvolta della cosa pubblica nell’interesse di una impresa privata. L’allarme sociale appare tanto più elevato quanto più si consideri l’importanza della gara di appalto per la città di Pescara che vedeva il suo fiume ed il porto canale a rischio straripamento... Ma si sarebbe sviluppata anche nello sversamento in mare di sedimenti nocivi per la popolazione e l’ambiente marino».
IL RUOLO DEL COMMISSARIO
Secondo l’accusa Dragaggi avrebbe «pilotato in suo favore la gara con la consapevolezza di tutte le altre società partecipanti» che sono indagate. «Significativa in tal senso - scrive il gip - appare una tabella nella quale venivano anticipati analiticamente ed esattamente gli importi che sarebbero stati offerti da ciascuna delle società». Dati custoditi da Biscontin che non aveva nessun valido motivo per detenerli. Le indagini della finanza avrebbero accertato una serie di spostamenti di Taraborrelli, a partire dal 22 settembre del 2012 nelle città sedi delle società coinvolte. Il coinvolgimento di Testa è legato alla fase di apertura delle buste in particolare alla sua assenza, in contrasto con il verbale da lui sottoscritto. Dalle indagini risulta che Testa, dalle 9 alle 11 non era presenta alla seduta di apertura dei plichi e non ha apposto le sigle di contrassegno al momento dell’apertura delle buste. Testa verrà interrgoato oggi; ieri, ivnece, Taraborrelli ha risposto per un’ora alle domande del Pm. Ascoltato anche l’imprenditore Luca Nicolai Il Gip Billi dovrà ora decidere sulla misura interdittiva a carico di Francesco Gregolin e di Luciano Boscolo Cucco. Gli altri indagati sono: Marcello Rossi, Paolo Del Pistoia, Umberto Cicuttin, Franco Bresciani, Antonella Bean, Roberto Boscolo, Carlo Amato, Diego Paltrinieri, Walter Malvolti e Dante Boscolo.

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