«La situazione è grave, come confermato dalle parole dell'assessore regionale Enrico Vesco. Stiamo cercando di fare di tutto per salvare i posti di lavoro, i servizi e la stessa azienda. Il problema è che ormai da troppo tempo la Regione non ha ancora deciso nulla». L'amministratore unico della Riviera Trasporti Enzo Amabile fa i conti con la realtà. Una realtà fatta di tagli: «Al trasporto pubblico- spiega - negli ultimi tre anni sono stati tolti 5 milioni di euro complessivamente dalla Regione e dalla Provincia. Non si può pretendere che con minori risorse la nostra società viva e offra gli stessi servizi. Nel Savonese sono aumentati i fondi del 40 per cento, grazie alla collaborazione della Provincia e di tutti i Comuni, mentre nell'Imperiese sono stati sottratti 2 milioni di euro solo nel 2013. Da questo concetto non si scappa: niente soldi niente servizio. La società non può indebitarsi». «Bisognerebbe decidere subito ma dalla Regione non si decide niente, si portano le cose alla lunga. Sono tre anni che ci lamentiamo di questa situazione. Ci siamo inoltre rivolti alla Provincia, erogatore del servizio di trasporto e maggiore azionista della Rt (detiene l'84 per cento delle azioni, ndr). Abbiamo suggerito le modifiche sopportabili dall'utenza. La Provincia ha approvato tagli per circa un milione di chilometri. Questo va a eliminare tutte le corse che, sulla base della nostra esperienza, non vengono normalmente utilizzate. Questo comporta una diminuzione di quelle festive e di quelle serali dove circolano bus mezzi vuoti», ha detto Amabile. Se si analizza il problema dei posti di lavoro, attualmente alla Riviera Trasporti, dove ci sono 368 dipendenti, dodici sono in cassa integrazione e altri 62 dovrebbero avere la stessa sorte ai primi di aprile. Il condizionale è d'obbligo, perchè «la Regione non ha un soldo in cassa e ha dirottato tutto quello che aveva disponibile sull'Amt, la società di trasporto genovese». E ora ci saranno altre delicate decisioni da prendere (il 2 aprile ci sarà un confronto in Regione). Esiste, infine, un altro grave problema. Ha concluso Amabile: «I due anni di proroga sulla concessione del servizio scadono il 31 dicembre 2013. A quel punto la Regione non sarà in grado di fare la gara. Noi finiremo in affidamento "in house", se non ci saranno alternative, con danni incredibili al valore e alla vita dell'azienda».