Actv a rischio licenziamenti. Ugo Bergamo non usa troppi giri di parole: vista l'entità dei tagli regionali, l'assessore ai Trasporti ha spiegato che per far quadrare i conti di Actv non c'è altra via che metter mano al personale. D'altronde, con 2800 dipendenti, il 60% delle risorse di Actv viene speso per pagare gli stipendi dei lavoratori. «L'unica voce sulla quale si può intervenire - annuncia Bergamo - è quella del personale, perché le tariffe non possono esser ritoccate e perché i servizi sono già stati ridotti. La Regione ha fatto scelte molto gravi e immotivate, che vanno ricondotte solo a una volontà politica». Non è possibile quantificare quanti posti di lavoro siano a rischio, né dire con certezza quali strategie l'azienda potrebbe seguire (dalla ristrutturazione, ai prepensionamenti, al blocco del turn-over) o cosa Bergamo intenda con «metter mano alle quote di personale». Sull'argomento, il presidente di Actv, Marcello Panettoni, non ha voluto rilasciare dichiarazioni. «Faccio un appello fiducioso a Zaia e Chisso - avverte - perché ci sia una presa di consapevolezza delle conseguenze e che si agisca con fatti concreti». Un invito che trova la sponda proprio dell'assessore Chisso, che dichiara «sto lavorando anche in questi giorni, tenendo conto dei paletti imposti dal Consiglio Regionale». La tesi di Bergamo è proprio questa: che Actv - e con lei gli utenti veneziani - venga penalizzata in maniera immotivata e sproporzionata. Per dar forza al suo ragionamento, l'assessore comunale mette in fila alcuni dati: dal 2010 al 2013 la regione ha tagliato circa 30milioni di fondi destinati al trasporto pubblico regionale; di questi, ben 25milioni di tagli hanno riguardato solo Actv. In poche parole, quando la Regione ha sforbiciato, lo ha fatto quasi esclusivamente con Actv. Si dirà: se la Regione ha fatto così, è perché Actv è sprecona, oppure perché è già lautamente finanziata, oppure perché, per quanto riguarda la navigazione (i cui fondi, in tre anni, sono stati ridotti di 16milioni), il servizio si ripaga con i biglietti dei turisti. «Mi rifiuto di pensare che Actv sia l'azienda più spendacciona della Regione - attacca Bergamo - e per i dati sulla navigazione, un'indagine di Actv, inviata anche alla Regione, ha dimostrato che i turisti rappresentano solo il 30% dei passeggeri». I soldi tagliati al settore navigazione potrebbero però esser compensati dalla quota tariffa (1,50euro destinato al Comune su 7euro di biglietto, destinata a diventare di 1euro per far fronte ad investimenti) che spetta al Comune. Le cifre quasi coincidono (nel 2013 il Comune dovrebbe incassare 18milioni), ma su questo punto Bergamo è irremovibile: «la quota non si tocca, il Comune ha bisogno di quelle entrate. La quota destinata al Comune di Venezia è un'addizionale che tutti i Comuni, volendo, potrebbero applicare».