CORSO contro il tempo per arginare il più possibile i tagli al trasporto pubblico locale: l'assessore ai Trasporti, Claudio Lubatti, ha dato mandato ai suoi uffici e all'agenzia metropolitana per la mobilità perché anticipino a maggio la riorganizzazione delle linee prevista inizialmente a giugno, quando i tagli negli accordi erano fermi al 15%. Lubatti gioca d'anticipo per risparmiare qualche margine sui fondi 2013, che a questo punto, dopo le notizie di ieri di tagli al Tpl da parte della Regione Piemonte, potrebbero portare a una riduzione del 40% del servizio. Tagliare prima significa guadagnare qualche margine di manovra. A maggio potrebbero saltare 1,5 milioni di chilometri, se il taglio fosse stato fatto a gennaio sarebbe stato di 600mila chilometri: saranno spalmati sulle linee dell'hinterland, come era avvenuto con l'ultima revisione della rete e degli orari dei bus. Si sta facendo sempre più strada a Palazzo Civico l'ipotesi di vendere l'80 per cento delle quote del Gruppo torinese trasporti. Trovare il modo per massimizzare il profitto non è però cosa facile per il sindaco Piero Fassino, soprattutto con i tagli in arrivo sul trasporto pubblico locale. Tre le ipotesi principali: vendere soltanto la gestione dei parcheggi a pagamento, che da soli varrebbero 60 milioni di euro, mantenendo il controllo totale di Gtt; disfarsi sia dell'80 per cento della società sia dei parcheggi, spezzandoli in due società con due gare separate; cedere l'80 per cento di Gtt così com'è, strisce blu e trasporto pubblico insieme. Il sindaco ne ha parlato ai capigruppo nel corso della riunione di maggioranza di martedì sera. L'orientamento sarebbe quello di vendere tutto il possibile, dopo la gara per la cessione del 49 per cento di Gtt, più di tre mesi fa, andata a finire con il rifiuto dell'offerta (70 milioni di euro) di Trenitalia. Se ne è tornati a parlare ieri sera, in una riunione tra i consiglieri del Pd, resa necessaria dopo che la creazione da parte del consiglio di amministrazione di Gtt della società "Torino Parcheggi" aveva messo in allarme qualche consigliere, in vista delle modalità di dismissione. Il presidente della commissione Trasporti, Mimmo Carretta, si era detto critico sulla scelta di separare i molto più remunerativi parcheggi dal trasporto pubblico, difficilmente sostenibile sulle proprie gambe, senza soldi pubblici: sia per ragioni di convenienza economica, sia per ragioni di strategia. L'assessore Lubatti è intervenuto per mettere sul piatto i pro e i contro che ogni ipotesi comporterebbe. I consiglieri vogliono capire a fondo, anche sulla percentuale da mettere in vendita e su quanto vendere: il 49, il 51 o l'80 per cento? I dubbi maggiori riguardano le reali condizioni di mercato: trovare un compratore per i parcheggi potrebbe essere più facile, nel caso di una doppia gara. Questo però lascerebbe senza compratori la società di gestione del trasporto pubblico. E poi c'è da capire come fare a far fruttare il patrimonio immobiliare prima di vendere, e non dopo.