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Pescara, 14/05/2026
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Data: 29/03/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Regione, il piano di D’Alfonso. Legnini è l’alternativa Pd, ma lo stesso deputato potrebbe lanciare la candidatura dell’ex sindaco

Due o quattro liste civiche a rinforzo: facce nuove per frenare il M5S e sorprese dal centrodestra

MONTESILVANO «Bisogna osare, quando serve». Piglio e tono di Luciano D'Alfonso sono quelli tipici di una campagna elettorale che si annuncia lunghissima per l'ex sindaco di Pescara. Dieci mesi o poco più per sapere chi tra lui e il governatore uscente Gianni Chiodi la spunterà nella corsa per la Regione. Intanto proseguono le prove generali. E' successo anche ieri al congresso regionale della Fit Cisl, dove D'Alfonso è intervenuto da ospite snocciolando però i pezzi forti del suo programma in un contesto in cui il tema a lui più caro, quello delle infrastrutture, era centrale.
Tutti lo sanno, tutti lo pensano, tutti lo dicono, ma nessuno nel centrosinistra si è ancora pronunciato ufficialmente sulla candidatura di D'Alfonso per la guida della Regione, ad iniziare proprio dal Pd che l'ex sindaco ha guidato da segretario regionale fino al 2009 prima di incappare nell'inchiesta giudiziaria sul Comune di Pescara da cui si è liberato con un’assoluzione piena. Il via liberà però è solo questione di tempo. Anche l'ostacolo maggiore, rappresentato sino a ieri dalle legittime aspirazioni di Giovanni Legnini, sembra superato. Ambizioni attribuite più che altro all'elettorato di riferimento del deputato che allo stesso Legnini. Anzi, potrebbe essere lui stesso a sgomberare il campo nei prossimi mesi lanciando la candidatura di D'Alfonso in un'assemblea pubblica che servirebbe a sventare anche la minaccia delle primarie: utilissime quando l'esito del confronto tra più candidati è in bilico, dannosissime quando si riduce ad uno scontro tra correnti (ex Ds-ex Margherita) da cui potrebbero scaturire pericolosi dualismi interni.
OLTRE IL PARTITO
Ma a D'Alfonso non basta l'apporto del suo partito, e starebbe lavorando anche alla formazione di due liste civiche, una decisamente più politica nella sua composizione, l'altra strettamente legata ai territori delle quattro province, con dentro le espressioni della società civile: facce nuove in grado di contrastare l'onda d'urto del M5S di cui nessuno è ancora in grado di immaginare la forza da qui alle prossime regionali. Secondo alcuni le liste civiche di appoggio a D'Alfonso potrebbero essere addirittura quattro: in questo caso le ultime due sarebbero formate da esponenti di primissimo piano dell'attuale centrodestra.
PRIMI PALETTI
Al congresso sui trasporti D'Alfonso ha illustrato i primi paletti del suo programma: «Serve una legge obiettivo dove scrivere quali sono i punti di arrivo di questa regione». Sulla portualità: «E' giusto che il trasporto su acqua in Abruzzo sia affidato allo Spirito Santo?». Ecco allora la necessità di dotarsi di autorità portuali, esercitando la forza della politica e osando anche oltre il dovuto quando serve: «Ravenna ha avuto l'autorità portuale e non aveva i numeri di tonnellaggio per ottenerla». Il trasporto su ferro: «E' una cosa da terzo mondo che i consorzi industriali abruzzesi non dispongano di raccordi ferroviari; collegamenti modali indispensabili per la nostra economia. Ma come si fa ad essere competitivi con il mondo se tutto questo non entra in un'agenda?». Alta velocità: «Vanno fatti patti con Molise e Marche, le infrastrutture sono l'onere delle istituzioni pubbliche, il resto lo fanno le imprese». E ancora: la terza corsia dell'asse attrezzato, la Pescara-L'Aquila. Poi D'Alfonso si ferma e cede il microfono: «Scusate, non voglio dilungarmi oltre. Questo è il vostro congresso». Ma ha già rubato la scena a tutti.

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