Assemblea blindata dei M5S. Talk show, scoppia un caso: il senatore «ribelle» Mastrangeli va a Pomeriggio5, ora rischia l’espulsione
ROMA Il Paese può rimanere ancora a lungo senza un governo? Per Grillo non è un problema, «non è necessario un governo per fare una nuova legge elettorale o per avviare misure urgenti per le pmi o per i tagli delle Province, il Parlamento le può discutere e approvare, se solo volesse, sin da domani: il Parlamento è sovrano o almeno dovrebbe esserlo».
L’affondo di giornata, pubblicato sul solito blog al grido di «si può fare», è un atto d’accusa contro «il sovvertimento silenzioso delle Istituzioni». E al tempo stesso l’indizio rilevatore della volontà di giustificare il mancato via libera al nuovo governo. Ma intanto scoppia un nuovo caso-Salsi per la partecipazione di Marino Mastrangeli alla trasmissione Pomeriggio 5, condotta da Barbara D'Urso. Il senatore M5S è accusato di aver contravvenuto al divieto di partecipare ai talk show. E ora rischia di essere cacciato. Mastrangeli è uno dei dissidenti che votarono Grasso alla presidenza del Senato rivendicandolo sul suo blog. A quanto pare ieri sono volate urla. I più duri chiederanno l’espulsione. Un deputato ha commentato: «Sapevamo che avremmo avuto anche noi i nostri Scilipoti».
GRILLO AL COLLE
In quanto a Grillo, ieri non ha tradito la sua vena comica facendo travestire il guardiano di villa Corallina, la sua residenza vacanziera a Marina di Bibbiona. Il custode ha indossato il giubbotto da argonauta lasciando la località costiera in auto per depistare i giornalisti. Con ogni probabilità Grillo, quello vero in carne e ossa, sarà a Roma oggi per accompagnare i due portavoce al Quirinale. L’incontro con Napolitano è in calendario alle 16.30. Il Capo dello Stato si sentirà dire che l’unica alternativa alle urne è un governo 5Stelle. Linea che non tutti nel moVimento sembrano condividere. «Siete irresponsabili, così facendo riporterete Berlusconi al potere», è l’accusa ricorrente. Risposta di Grillo: «Se così è, invito la cosiddetta opposizione a votare in aula l’ineleggibilità di Berlusconi, l’approvazione di una legge sul conflitto di interessi della cui assenza si gloriò Violante alla Camera».
VIOLANTE SCRIVE A FICO
Luciano Violante, tirato in ballo, ha risposto piccato scrivendo una mail a Roberto Fico, 38 enne deputato 5Stelle che sul suo conto si è espresso con molta durezza. L’esponente Pd ha spiegato il senso delle frasi che pronunciò alla Camera in un suo intervento nel 2003, quello che il blog grillino ha riesumato in un video per provare il connubio adulterino Pd-Pdl. «Quando in quei giorni dicevo - tiene a precisare Violante - che non avevamo risolto il conflitto di interessi di Berlusconi, mi riferivo al 1994, quando il governo Dini, un governo tecnico, non potè intervenire in una materia così politica. Quella frase fuori dal suo contesto oggi assume un altro significato». Ieri intanto lunga assemblea a Montecitorio. La Lombardi, accusata di gestione autoritaria, sarà affiancata da un vice, Riccardo Nutti che tra due mesi prenderà il suo posto. Tutto in assoluta «trasparenza», giurano i grillini, precisando che la diretta streaming è saltata «ma solo perché ce ne siamo dimenticati».