Scelta che consentirà di razionalizzare le spese per il personale
Anche i sindacati che certamente non sfuggono alle dinamiche recessive imposte da questa crisi epocale sono costretti a far quadrare i propri bilanci. E’ la volta della Uil e soprattutto della Cgil che sulla scia del decreto sul riordino delle province anticipa tutti e sceglie di condividere il suo futuro con L’Aquila, accorpandosi con la cugina oltre Gran Sasso (Chieti del resto se ne andrà con Pescara), una decisione che verrà ratificata a metà aprile a Roma dal Nazionale, in un’assemblea che vedrà riuniti tutti i segretari provinciali italiani. Da questo riassetto uscirà una Cgil differente, in linea con le esigenze del momento, evitando che le 13 sedi teramane, con complessivi 40 dipendenti, possano andare in sofferenza. Si avrà dunque un unico segretario tra le due province, con relativa razionalizzazione delle spese e con una nuova organizzazione. Anche la Uil seguirà la via dell’accorpamento con L’Aquila: si concretizzerà però nel 2014. Il segretario provinciale, Gianluca Di Girolamo, precisa che «è più una ridefinizione del territorio, una nuova Camera di lavoro, che accorpamento, con la sede ancora da stabilire e con tagli sui dirigenti e strutture». Lancia uno slogan: «Più donne, più delegati, più territorio, meno luoghi di potere». La Cisl, per bocca del suo segretario provinciale appena riconfermato, Antonio Scuteri, rende noto che il sindacato sta per extra-regionalizzarsi: difatti guarda già al Molise in ottica di risparmio. «Noi di fatto – sottolinea Scuteri – già da 4 anni ci siamo regionalizzati, ma complessivamente la misura va a rafforzare la rappresentanza sindacale». Insomma, «più oneri meno onori per tutti i sindacalisti», si sgobberà di più.