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Data: 30/03/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Tangenti sui bus, indagato l’uomo che portò Mancini in Finmeccanica

E’ la vecchia rete degli uomini legati a Finmeccanica, l’ultimo tassello dell’inchiesta sulla tangente pagata a Riccardo Mancini per sostenere un appalto a Breda Menarinibus.
Nei mesi scorsi, il pm Paolo Ielo ha iscritto al registro degli indagati anche il nome di Francesco Subbioni, ad di Electron, società controllata da piazza Montegrappa. L’accusa è di concorso in corruzione: il suo è il terzo nome di una triade che stando alla prima indagine romana su Finmeccanica era diventata particolarmente potente ai tempi della vecchia gestione della società controllata dal ministero del tesoro. Lorenzo Cola come consulente di fiducia (che è poi diventato la gola profonda dell’indagine sulla tangente Breda), Marco Iannilli, il commercialista che in molti casi e anche in questo avrebbe curato alcune false fatturazioni e la consegna del denaro. E infine Subbioni, l’uomo delle relazioni istituzionali.
Stando ai verbali raccolti dalla procura finora, il suo ruolo avrebbe pesato solo all’inizio dell’affaire filobus. Ma al momento della trattativa e della consegna dei 500mila euro l’avrebbero di fatto escluso.
L’INCONTRO

E’ l’ex capo delle relazioni esterne di Finmeccanica Lorenzo Borgogni a indicarlo come il tramite per i primi contatti tra piazza Montegrappa e la nuova amministrazione comunale, nell’estate del 2008: «Conobbi Riccardo Mancini il 2 luglio 2008 - ricordo la data perché persi per tale fatto il palio di Siena - nell'ufficio del sindaco Alemanno che me lo presentò come suo stretto collaboratore e referente del Comune di Roma per i rapporti con Finmeccanica. In quell'occasione ero accompagnato da Francesco Subbioni, all'epoca ad di Electron, in quanto l'incontro, il primo con i vertici della nuova amministrazione comunale, era finalizzato a promuovere le aziende del gruppo presso l'Amministrazione stessa, con particolare riguardo al piano della sicurezza dell’area metropolitana capitolina che era stato inserito tra i punti centrali del programma elettorale del nuovo».
Di quei primi contatti dice di ricordarsi bene anche Lorenzo Cola: «Iannilli mi pose il problema della vicenda relativa alla fornitura degli autobus Breda, rappresentandomi il fatto che erano intervenuti accordi tra Subbioni di Electron, società controllata da Finmeccanica, e Borgogni da un lato, Mancini dall'altro, quest'ultimo indicatomi da Borgogni come il braccio destro del sindaco Alemanno. Mi decido di intervenire perché allettato dall'affare metropolitana. Io parlo della questione con Borgogni, che mi conferma di aver preso gli accordi con Mancini, che gli era stato presentato a suo dire da Subbioni. Borgogni mi dice che lui interloquiva in Menarini con Comes». Dopo la fase iniziale, però, Subbioni sarebbe stato escluso dalle trattative sul pagamento della tangente ed è anche possibile che alla fine dell’inchiesta la sua posizione venga archiviata.
SOLDI ALL’ESTERO

Tra le ultime verifiche dell’inchiesta ci sono gli accertamenti sulle spese fatte da Riccardo Mancini dopo l’arrivo della presunta tangente, nell’estate del 2009. E’ possibile che parte di quei soldi - tutti in contanti e quindi difficilissimi da tracciare - siano finiti all’estero. Dopo le dimissioni dall’Eur Spa, Mancini ha passato molto tempo all’estero, spesso a Nizza dove ha una bella barca ancorata nel porto turistico. Era fuori Italia qualche giorno prima dell’arresto e aveva un biglietto in tasca per Madrid lunedì scorso, quando è stato arrestato.

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