Iscriviti OnLine
 

Pescara, 14/05/2026
Visitatore n. 753.975



Data: 30/03/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Grillo contro tutti «Vadano a casa e via il Porcellum». Lapsus di Crimi che chiama Lombardi «onorevole»: volevo dire cittadina

M5S da Napolitano: dia l’incarico a noi e poi gli daremo un nome.

I CINQUESTELLE
ROMA Non sale al Colle «per lasciare spazio ai due portavoce» ma vuole esserci. E per evitare di non essere frainteso dalla sua web tv fa il controcanto a quello che Roberta Lombardi e Vito Crimi, uscendo dal Quirinale, hanno appena detto: non ci sarà nessuna fiducia a nessun governo che non sia targato 5Stelle. Tantomeno a un governo tecnico o «pseudo tecnico» che dir si voglia. Le soluzioni, dice Grillo, «non possono venire da chi ha creato i problemi, sono felice e contento che il nostro moVimento si sia mantenuto fedele al programma. Se vogliono possono cancellare in un giorno il Porcellum e tornare al vecchio sistema elettorale ma non lo faranno». E i 5Stelle che tifavano per la fiducia? «Hanno sbagliato il voto».
L’equivoco sulla presunta apertura a un governo «non politico» era sorto dopo la telefonata con la quale Beppe Grillo aveva annunciato al capo dello Stato che non avrebbe preso parte alle consultazioni. Senza dire che da qualche giorno c’è chi va sostenendo che il M5S abbia una rosa di nomi da proporre a Napolitano. Cosa per il momento non dimostrata.
GHIGLIOTTINA
Per Grillo siamo dinanzi «a una rivoluzione francese senza ghigliottina». Che poi i grillini si chiamino tra di loro «cittadini» è pura coincidenza. E non ha impedito che Vito Crimi rivolgendosi alla Lombardi nella foga del momento l’abbia definita «onorevole». Gaffe a parte, la linea è rimasta la stessa: tutti a casa. I politici, «che hanno un evidente problema neurologico», «siamo nel settore della psichiatria» e dunque «accarezziamoli». Ma anche i giornalisti che sono «una casta peggiore dei politici».
ATTACCO AL CRONISTA
«Quella voce l’ho riconosciuta: sarà di uno dei tanti giornalisti pagati 10 euro a pezzo». Beppe Grillo che parte a testa bassa contro la stampa e si scaglia contro il cronista - Vasco Pirri Ardizzone - che aveva fatto troppe domande, rivela il nervosismo di chi da troppi giorni è sotto pressione. E qualche rimpianto comincia ad averlo, o almeno il fondatore del moVimento lo mette sul piatto: «Avevo i soldi, potevo godermi quello che ho guadagnato in 42 anni di lavoro senza dover difendere la mia privacy da chi ha messo l’indirizzo della mia casa sui giornali mettendo a repentaglio la sicurezza dei miei figli», sale di tono senza essere mai interrotto dal conduttore. E ancora: «Senza informazione obiettiva non c’è democrazia: ci sono 3 televisioni in mano ai partiti e altre 3 in mano a chi gongola vendendo bava».
LA DIFESA DI VENTURINO
Grillo difende a spada il vicepresidente dell’Assemblea siciliana Antonio Venturino. L’esponente grillino era stato fotografato mentre scendeva da un’auto blu per entrare nella base di Sigonella per un incontro istituzionale. «La macchina non ce l’ha, cosa doveva fare? Ha usato quella in dotazione alla Regione Sicilia rinunciando alla diaria. Se da Palermo ci fosse andato con le ferrovie ci avrebbe messo tre giorni». Conclusione: «La verità è che ci vogliono fare apparire peggio di loro, farci entrare nel loro gioco, ma noi non c’entriamo, noi siamo fuori».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it