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Pescara, 14/05/2026
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Data: 30/03/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Grillo taglia i ponti: tutti a casa. Intervento sulla tv web del M5S. Ma sul sito monta la rivolta: «Stai sbagliando». Berlusconi tira dritto e spera nel voto anticipato

ROMA Beppe Grillo scende personalmente in campo per mettere a tacere la girandola di voci sulla linea del M5S. E lo fa richiamando la peculiarità della rivoluzione a 5 Stelle, una «rivoluzione francese senza ghigliottina» e la missione che la nuova forza guidata dai cittadini si propone di portare avanti al grido di «tutti fuori». Fuori dal Parlamento, trasformato dai partiti in una mera «aula vuota con nominati e non eletti, con condannati, prescritti che spingono il tasto voto per voto e non sanno che cosa spingono». Soprattutto, però, Beppe Grillo deve chiarire una volta per tutte la linea dei 5 Stelle rispetto alle ipotesi in campo per dare un governo al Paese. Obiettivo numero uno: smentire le indiscrezioni di un placet del M5S ad un governo pseudo-tecnico. « Siamo nel settore della psichiatria più che della politica» dice intervenendo sulla web tv del movimento. E anche il tentativo di attribuire ai 5 Stelle la responsabilità dell’impasse istituzionale in cui si trova l’Italia è argomento che andrebbe valutato da un «neurologo». Nega, quindi, la possibilità di dare la fiducia ad un governo mettendo in discussione lo stesso termine: «Fiducia? Ma che è un gioco? Una parolaccia?». Le ipotesi nel campo M5S restano le stesse: governo a 5 Stelle o prorogatio a Monti per fare quelle cose indispensabili al Paese. E se si parlerà di un governo del presidente, chissà. «Un governo c’è: si potrebbe andare in Parlamento e abolire il Porcellum per tornare alla legge precedente. Sarebbe un segnale..». I commenti all’intervento di Grillo, sul suo sito, arrivano a centinaia. Tra i più votati si legge quello di Simone che scrive: «Ah Beppe purtroppo non c’era alcun dubbio... proprio nessuno. Il favore che stai facendo al nano e all’area dalemiana del PD lo sanno solo loro. E temo che lo sappia anche tu...». Salvatore aggiunge: «Beppe ma ti rendi conto che la campagna elettorale è finita e bisogna agire». Più dura Maria che tira in ballo anche i capigruppo in Parlamento e che minaccia di non votare più M5S: «Adesso state esagerando, volete distruggere ulteriormente il paese! Chi vi ha votato non vi voterà MAI più altro che 50% Che delusione... Poi con quei capogruppo ....iniziando dalla Lombardi con quella spocchia e ignoranza per tutte le ca....te che dice.....». Non usa mezzi termini Gabriele da Bologna: «Beppe, con affetto, ma stavolta un bel vaffanculo te lo meriti tu..»

Berlusconi tira dritto e spera nel voto anticipato

Formalmente offre l’intesa di governo al Pd, sapendo che la strada è sbarrata La macchina della campagna elettorale sarebbe già pronta a ripartire

ROMA Governo politico, i tecnici hanno fatto disastri. Silvio Berlusconi è il primo a entrare allo studio alla vetrata e Napolitano capisce che la giornata non si mette bene. Se il Governo del Presidente era l'unica via d'uscita per mettere insieme una maggioranza, il capo del Pdl entra a gamba tesa, ringalluzzito da sondaggi che le vedrebbero in crescita e rilancia con una proposta che per Bersani e il Pd appare subito irricevibile. «Trovare il modo per fare insieme un Governo di coalizione con il Partito Democratico, il Popolo della Libertà, la Lega e Scelta civica» ha scandito il Cavaliere «la nostra posizione non è mai cambiata». Berlusconi sa pure che il 50% degli italiani vorrebbe tronare al voto. E quindi linea ferma, niente concessioni a niente. Anche la Lega Nord di Roberto Maroni, che pure aveva lasciato aperto qualche spiraglio al Pd, pur avendo fin dal principio un governo politico, marcia in sintonia con il suo alleato e non lascia molti margini. Un abbraccio mortale in piena regola, condito dalla piena disponibilità ad accettare che a guidare l'esecutivo in forma di governissimo, seppure per un periodo limitato, sia lo stesso segretario del Pd Bersani. «Lui o altri nomi ci vanno bene» spiega Berlusconi che mostra il volto buono e responsabile da statista, in una vendetta sottile contro il premier incaricato che fin dal giorno dopo il voto si è mostrato "ostinato" nell'inseguire il movimento 5 Stelle. «Ora il tentativo del Pd di scaricare su altri le responsabilità che sono tutte sue - ha detto il segretario Alfano a tarda sera - è prova di mancanza di visione e responsabilità di Bersani e dei suoi alleati». Ricordano i passaggi della lunga crisi, Alfano conferma che «mai il Capo dello stato ha avanzato ipotesi di governi tecnici o del presidente che avrebbero visto la nostra contrarietà e dell'enorme maggioranza degli italiani». Dunque la conferma di un governo pieno e politico che per gli azzurri significa il coinvolgimento dei partiti che lo sostengono con ministri con piena responsabilità. Per il bene del paese accetterebbe anche la guida del direttore generale di Bankitalia Saccomanni o del ministro dell'Interno Cancellieri ma la squadra deve essere politica. Cerino nelle mani degli avversari e ora la matassa di un governo sempre più urgente con le imprese al collasso, la deve sbrogliare Napolitano che ha lasciato che il segretario del Partito Democratico inseguisse i Grillini e con la sua testardaggine andasse a ficcarsi "nel vicolo cieco". L'unica apertura che Berlusconi ha mostrato con l'avversario è una linea più morbida nell'altra delicata partita del Quirinale. Non più uno scambio così smaccato ma la disponibilità «a scegliere insieme su chi possa essere il migliore presidente della Repubblica che rientra nella logica delle cose se si fa un governo di coalizione insieme per decidere un pacchetto comune anticrisi». Le carte di Berlusconi a questo punto sono tutt'altro che coperte perché l'alternativa e un ritorno alle urne, specie se il Pd si ostina a non sporcarsi le mani la coalizione di centrodestra che è arrivata a un'incollatura dalla conquista del premio di maggioranza e oggi è in vantaggio nei sondaggi . La responsabilità di tornare alle urne nelle ultime mosse di Berlusconi ricadrebbero tutte sul Pd, anche se lui a quell'eventualità ci pensa da giorni e non lo trova certamente impreparato. La scorsa settimana con la manifestazione di Piazza del Popolo ha sondato i suoi sostenitori. La risposta è stata positiva: tutti pronti a indossare nuovamente l'elmetto contro la magistratura politicizzata e l'oppressione fiscale. Torna anche la voglia di Forza Italia che nel bagno di folla di sabato scorso ha nominato almeno due volte e non certo per errore. Massimo impegno anche nell'organizzazione del bis di previsto a Bari. Nel quartier generale di Via dell'Umiltà, la macchina dei gadget e bandiere sarebbe già partita, fornitori allertati anche per spille e cravatte e tutto il circo della propaganda elettorale che Berlusconi ha sempre saputo dirigere con la massima cura.

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