ROMA Ora nel Pdl ostentano unità e soddisfazione. «Napolitano ci ha convinto», assicurano falchi e colombe, allo scopo di esibire un supplemento di «senso di responsabilità». Tuttavia, la dichiarazione che il segretario Angelino Alano diffonde nel pomeriggio, dopo aver sentito al telefono Berlusconi, trasuda cautela. «Il Paese è già stato trascinato per un mese dal Pd in una inutile perdita di tempo. Ora sarebbe rischioso protrarre lo stallo oltre ogni ragionevolezza, peraltro alla vigilia di una delicatissima riapertura dei mercati. Per noi, resta valido quanto abbiamo costantemente sostenuto. Perciò- insiste- delle due l'una, o governo politico di grande coalizione, cosa che auspichiamo, purchè si realizzi in un tempo ragionevole, o subito al voto».E, prendendo in esame l’ipotesi delle elezioni anticipate, Alfano già usa toni da campagna elettorale. «Se si dovesse rivotare, noi siamo assolutamente pronti- assicura- contiamo di ottenere una solida maggioranza sia alla Camera che al Senato e di poter rapidamente assicurare al Paese un governo capace, liberale, modernizzatore».
L’INTESA SUL QUIRINALE
L’affermazione fa capire quale sia l’opinione di Berlusconi sulla mossa del Capo dello Stato. Che viene molto apprezzata. Perchè tra i saggi designati ci sono esponenti di punta del centrodestra, come Quagliariello e il leghista Giorgetti, ma anche figure come Violante «da sempre disponibili al dialogo sulle riforme istituzionali». E, soprattutto, perchè Napolitano, nel suo intervento, è tornato ad augurarsi «un’ampia intesa tra le forze politiche per eleggere il nuovo presidente della Repubblica». Il che viene letto come una messa in mora per il Pd, «ormai messo all’angolo». Ora è difficile, si nota, «che Bersani provi a fare l’asso pigliatutto nella partita per il Quirinale».
Il Pdl, dunque, prova a seguire fino in fondo il sentiero tracciato da Napolitano. Ma l’opzione dello scioglimento anticipato delle Camere resta sul tavolo. Anche se, sottolinea la portavoce Mara Carfagna, «mi sembra difficile che un presidente scelto da una solida maggioranza in Parlamento per prima cosa possa indicare lo scioglimento delle Camere che lo hanno eletto». La tattica suggerisce perciò di temporeggiare. Cosa che Berlusconi è disposto a fare, confortato da sondaggi che lo danno in costante crescita.
IL PRESSING
Tuttavia, la pazienza ha un limite avverte l’ex capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, il quale si incarica di precisare che «il governo Monti rimane in carica per l'ordinaria amministrazione, ma ciò può riguardare solo una fase assai limitata nel tempo, in una situazione che, una volta fatte le elezioni, richiede, per ragioni istituzionalmente incontestabili, che venga eletto dal Parlamento un governo degno di questo nome, che abbia la fiducia della Camera e del Senato». Non solo. Cicchitto avvisa che «anchei saggi indicati dal Presidente della Repubblica dovranno concludere i loro lavori in un tempo certamente ragionevole, non potranno essere prolungati in modo indefinito». Quindi, l’alternativa è la solita: «O un governo nella pienezza del suo mandato parlamentare, fondato su una solida ed esplicita maggioranza, o le elezioni anticipate».
Berlusconi, raccontano i fedelissimi sarebbe ormai «di ottimo umore e determinatissimo a provare il tutto per tutto». Ossia, la nascita del governo di larghe intese, che ha sempre sostenuto. Ieri ha ascoltato con attenzione le parole di Napolitano, del quale ha apprezzato «il coraggio mostrato perchè- è il ragionamento- la sua mossa sconfessa il Pd di Bersani, inchiodato come un kamikaze sull’ipotesi di un governo tecnico, o, peggio, di una intesa impossibile con i grillini».Non a caso, il coordinatore del Pdl, Sandro Bondi, incensa il Capo dello Stato «che, in un momento così incerto e drammatico, offre a tutti un punto di riferimento saldo e affidabile».Tuttavia, la fiducia che il Pdl ostenta nei confronti di Napolitano è a tempo.