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Pescara, 14/05/2026
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Data: 02/04/2013
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Con il saggio Quagliariello l’Abruzzo sale sul Colle Terremoto, lavoro e sanità le emergenze della regione

PESCARA Che i saggi riescano a portare a casa qualche risultato non si sa, ma appare certo che con Quagliariello nella magnifica «decina» di Napolitano e come se un po’ d’Abruzzo entrasse in un ipotetico governo della nazione. I dieci saggi, convocati per questa mattina dal Presidente della Repubblica, tengono le bocche ben cucite. Lo hanno promesso a Napolitano e poi cosa potrebbero dire in questo momento caotico dove tutti sono contro tutti. E nessuno sembra a favore dei dieci saggi. Il senatore, eletto nel collegio abruzzese, conosce molto bene la regione. Pregi e e difetti, ma sopratutto le emergenze. Ammesso che i suggerimenti di questo comitato ristretto possano trovare una maggioranza disposta a far decollare un governo, sembra quasi impossibile che tra le emergenze italiane non trovi spazio la ricostruzione dell’Aquila, la città capoluogo distrutta da un violento terremoto nell’aprile del 2009. Al di là delle rassicuazione dei vari ministri, è ormai accertato che i fondi stanziati per la ricostruzione sono già finiti e il grido d’allarme del sindaco Cialente deve essere per forza raccolto da chi, si spera, riuscirà a formare un governo. Insomma l’emergenza aquilana è gioco forza una priorità italiana. Lo sa bene il senatore Quagliariello che poprio in campagna elettorale, in un clima surriscaldato, entrò in rotta di collisione con i suoi avversari politici per delle dichiarazioni rilasciate in tv, esstrapolate, strimentalizzate e poi amplificate. Il saggio Quagliariello sa bene che il futuro dell’Abruzzo passa soprattutto attraverso una ricostruzione veloce e certa del suo capoluogo. E che dire delle tante vertenze di lavoro che nel corso degli anni hanno impoverito il tessuto sociale di una regione che, come altre zone d’Italia, ha perso tutte le sue certezze industriali. Un nome su tutti: la Micron di Avezzano. Il futuro governo dovrà per forza inventarsi qualcosa di fronte alla fuga delle multinazionali straniere dall’Abruzzo e allo spettro del licenziamento per centianaia e centinaia di operai che per anni hanno creduto a un progetto di lavoro sui cui costruire la loro vita e quella delle loro famiglie. Senza dimenticare il disastrato servizio sanitario che ha portato questa parte d’Italia a essere bollata come regione canaglia. Dopo i tagli di risorse e servizi, con conseguente risanamento dei conti, è giunta l’orache anche i cittadini abruzzesi possano cominciare a usufruire di un servizio sanitario certo ed efficiente. Il saggio Quagliariello sa bene cosa chiede l’Abruzzo.

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