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Data: 03/04/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Trasporto ferroviario e disservizi - Treno in tilt, 5 ore di odissea per raggiungere Roma

Siamo rimasti fermi per oltre un’ora nei pressi di Prezza e poi abbiamo raggiunto Avezzano a passo d’uomo. Trasferiti sui bus siamo arrivati a Roma a notte fonda

SULMONA Oltre 5 ore per percorrere poco più di 200 chilometri. Non è una storia uscita dalle cronache di un viaggio dei secoli scorsi, ma l'esperienza vissuta dai viaggiatori che, lunedì sera, sono saliti sul treno Sulmona-Roma Termini delle 19.23. Un viaggio terminato dopo mezzanotte e mezza tra proteste, musi lunghi e telefonate al radiotaxi della capitale. Poco dopo la partenza il treno è andato in panne. «Eravamo vicino Prezza» raccontano i pendolari «il convoglio si è fermato e siamo rimasti in attesa per circa un'ora». Poi il treno è ripartito molto lentamente alla volta di Avezzano, dove è arrivato in stazione alle 22.42, ovvero oltre tre ore dopo la partenza da Sulmona. Qui ad attendere i viaggiatori, oltre 50, i quali dovevano rientrare a Roma per motivi di studio e lavoro dopo le feste pasquali, due bus sostitutivi uno diretto, un altro, invece, pronto a fare tutte le soste previste dal treno. Intanto, tra i viaggiatori è salita la protesta. «A quel punto abbiamo avuto la consapevolezza» aggiungono «che l'arrivo a Roma sarebbe stato dopo la mezzanotte, ovvero quando i mezzi pubblici smettono di viaggiare. Non contestiamo il guasto al locomotore, anche se episodi di questo tipo succedono spesso sulla tratta Sulmona-Roma, ma soprattutto il modo in cui è stata gestita la situazione di emergenza. Siamo rimasti fermi per oltre un'ora senza alcuna spiegazione, poi abbiamo raggiunto Avezzano quasi a passo d'uomo. Ma l'ultima sorpresa ci è stata riservata all'arrivo. L’autobus si è fermato in via Marsala e siamo stati costretti a chiamare i taxi perché i mezzi pubblici non erano più disponibili. Siamo stati costretti a sborsare anche oltre 35 euro, in quanto a quell'ora il servizio taxi è a tariffa notturna». Alcuni viaggiatori hanno già inoltrato formale protesta a Trenitalia e stanno valutando la richiesta di risarcimento, che, in caso di ritardo grave, dovrebbe essere prevista. «Almeno ci risarciscano il costo del biglietto del treno» concludono «viste le somme che abbiamo pagato ai taxi per poter rientrare a casa dopo un viaggio da dimenticare».

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