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Pescara, 14/05/2026
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Data: 03/04/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Sea, sindacati in allerta contro i tagli di Bonomi

ROMA Mobilitazione dei sindacati di base dei trasporti sul riassetto di Sea Handling (Seah), concepito dal presidente della Sea, Giuseppe Bonomi, nel ricorso trasmesso alla Ue, tramite il governo, contro l’ammenda di 350 milioni, più gli interessi (452 milioni totali) per aiuti di Stato in relazione alle ricapitalizzazioni effettuate sulla controllata.
Ieri, presso la sede del Comune di Milano, i rappresentanti di Cub, Usb, Flai e Ugl hanno incontrato il sindaco Giuliano Pisapia (il Comune è anzionista di Sea con il 54,8%), l’assessore al Lavoro, Nicoletta Tajani, Vito Gamberale, ad di F2i (socio al 44,8%), per chiedere lumi sul piano di discontinuità organizzativa e di business della società di gestione dei servizi di terra a Linate e Malpensa con la nascita di «Newco Handling che possa avere una dimensione pari al 70% di Seah in termini di attività esercitate». E «con riferimento alle risorse umane - si legge nell’allegato 1 della lettera di accompagnamento firmata da Bonomi e indirizzata al capo dipartimento per le Politiche europee del governo Roberto Adam - si assisterebbe ad una riduzione di circa 739 unità». Il presidente di Sea ha negato l’esistenza di un piano B contenente una riduzione di organici e lo stesso ha fatto l’assessore Tajani davanti ai sindacati che hanno chiesto, però, una dichiarazione congiunta dei due soci (Comune e F2i): ma Pisapia e Gamberale, come hanno riferito le organizzazioni dei lavoratori, si sono rifiutati. Sicché da oggi parte la mobilitazione dei dipendenti con possibili azioni di disturbo sul traffico aereo, mentre per il 19 sono state indette quattro ore di sciopero.
LA LETTERA DEL PRESIDENTE
Nella lettera al governo, Bonomi rimarca che «alla luce della situazione patrimoniale di Sea e tenuto conto dell’importo dei presunti aiuti, la restituzione attraverso pagamento in denaro avrebbe effetti irreversibili (procedura concorsuale)». E appellandosi alla Corte di Giustizia («le misure siano idonee a ristabilire le normali condizioni della concorrenza») evidenzia: «La decisione potrebbe essere eseguita mediante la cessione sul mercato degli attivi». E aggiunge: «Tale ipotesi pare, allo stato, la sola percorribile».

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