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Pescara, 14/05/2026
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Data: 03/04/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Dragaggio, pescatori pronti a occupare l’Asse

PESCARA La marineria pescarese potrebbe presto mettere in atto nuove proteste, come il blocco dell’Asse attrezzato, per il mancato dragaggio del porto. Nonostante gli impegni e gli annunci del sottosegretario alle Infrastrutture Guido Improta, infatti, gli operatori portuali a oggi non conoscono la data di avvio dei lavori e non hanno certezze sugli aiuti legati al fermo pesca. Per questi motivi, per stamane è stato organizzato un incontro nella sede dell’associazione Armatori, con l’obiettivo di fare il punto della situazione. Sempre oggi, l’assessore regionale alla Pesca, Mauro Febbo, che ieri ha incontrato la marineria, contatterà il provveditore alle Opere pubbliche, Donato Carlea, per avere certezze sulle date. Venerdì, inoltre, si svolgerà un incontro con le istituzioni al termine del quale, se non arriveranno garanzie, gli operatori daranno il via alla protesta. «Vogliamo sapere se la marineria potrà beneficiare dei tre milioni di euro previsti nel decreto sviluppo», afferma Mimmo Grosso in rappresentanza degli armatori, «e quando potremo tornare in mare. Non sappiamo ancora chi ci deve pagare il fermo di gennaio, febbraio, marzo e aprile. La data di inizio dei lavori, che sarebbero dovuti partire oggi, è stata posticipata tra il 22 e il 27 aprile, ma neppure in questo caso abbiamo certezze. Al termine dell’incontro di venerdì, se non ci verranno date garanzie serie, valuteremo nuove forme eclatanti di protesta». Intanto, come annunciato nei giorni scorsi, la commissione provinciale vigilanza, che oggi si riunirà in seduta straordinaria, potrebbe occupare la sala delle commissioni del Palazzo della Provincia in modo permanente, nel caso in cui «gli annunci delle scorse settimane non dovessero trovare pratica attuazione». La decisione era stata presa all’unanimità, durante l’ultima seduta, da maggioranza e opposizione, alla presenza del presidente della Provincia Guerino Testa. «Sono seriamente e fortemente preoccupato per la marineria pescarese visto lo stallo in cui versano ancora i lavori di dragaggio ormai diventati vitali e improcrastinabili per tutto il comparto pesca», è l’allarme lanciato da Febbo, alla presenza di Francesco Scordella, Mimmo Grosso, Giovanni Verzulli e altri rappresentanti della marineria pescarese durante un incontro negli uffici regionali della Direzione pesca. «L’attività di pesca, oggi azzerata, è ridotta a livelli economicamente insostenibili», afferma Febbo, «e se le imbarcazioni non tornano in mare entro il 30 aprile, si corre il serio rischio di imbattersi in un’infrazione da parte della Commissione europea e non ci si vedrà riconoscere il prolungamento straordinario del fermo pesca. Inoltre, ancora più grave, al danno potrebbe aggiungersi la beffa: questa situazione di stallo potrebbe provocare il mancato sblocco dei 3 milioni di euro stanziati dal Governo centrale. Inoltre, se non vengono effettuati immediatamente i lavori al porto canale di Pescara, verranno meno tutti gli sforzi e i finanziamenti messi in campo da Regione, Governo e Europa. Non solo, se gli armatori hanno avuto degli indennizzi, al contempo vi sono centinaia di famiglie di lavoratori del mare che non hanno potuto usufruire di alcun sostentamento aggravando così una situazione economica a dir poco drammatica, anzi direi quasi vicina alla miseria. Oggi, l’unica misura da adottare immediatamente è lo sblocco dei lavori di dragaggio per evitare che centinaia di operatori della pesca restino ancora fermi senza riuscire a portare avanti la propria attività economica e provocando danni irrimediabili. Nei prossimi giorni, chiederò formalmente al provveditore Carlea, al comandante della marineria di Pescara e all’impresa appaltatrice dei lavori di dragaggio, date certe e improcrastinabili sui lavori e sull’effettiva situazione. Ribadisco con forza che effettuare il dragaggio, in tempi certi, è di vitale importanza per l’economia pescarese (e non solo della marineria) e abruzzese, anche in termini di ordine pubblico».

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