Marineria esasperata venerdì nuova riunione
Febbo: «Subito i lavori»
«Se non avremo risposte chiare sul dragaggio, andremo in Procura. E se le istituzioni invitate alla riunione di venerdì non si presenteranno, ci sposteremo sull’asse attrezzato e bloccheremo tutta Pescara». Parole forti quelle di Mimmo Grosso e Giovanni Verzulli, leader della marineria, esasperati ieri davanti all’assessore regionale Mauro Febbo per reclamare l’avvio del dragaggio. I pescatori hanno chiesto che l’emergenza venga discussa in una riunione venerdì pomeriggio in Provincia. In Regione hanno discusso di indennizzi e l’assessore Febbo ha condiviso le loro preoccupazioni: «L’attività di pesca, oggi azzerata, è ridotta a livelli economicamente insostenibili - ha detto Febbo - e se le imbarcazioni non tornano in mare entro il 30 aprile si corre il rischio di imbattersi in un’infrazione da parte della Commissione europea e vedersi non riconoscere la proroga straordinaria del fermo pesca. Al danno potrebbe aggiungersi la beffa - ha aggiunto Febbo - perché la situazione di stallo potrebbe provocare il mancato sblocco dei 3 milioni stanziati dal Governo centrale. Inoltre, se non vengono effettuati immediatamente i lavori al porto canale vengono meno tutti gli sforzi e i finanziamenti messi in campo da Regione, Governo e Europa. Se gli armatori hanno avuto degli indennizzi, al contempo vi sono centinaia di famiglie di lavoratori del mare che non hanno potuto usufruire di nessun sostentamento aggravando così una situazione economica a dir poco drammatica, anzi direi quasi vicina alla miseria». Febbo chiede pertanto l’immediato sblocco dei lavori di dragaggio e per discutere di questo incontrerà il provveditore alle opere pubbliche Donato Carlea e la ditta appaltatrice, la Sidra di Roma. In relazione all’inchiesta sul dragaggio, proprio Carlea ha espresso perplessità sull’operato di suoi funzionari (Minenza è indagato), ma dovrà anche spiegare alla marineria e al Wwf come lo stesso Provveditorato abbia potuto appaltare i lavori alla Sidra senza che sia stato chiarito ad oggi dove sversare i fanghi del porto.