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Pescara, 18/04/2026
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Data: 05/01/2011
Testata giornalistica: Il Centro
La riforma del trasporto locale in Abruzzo - Bus, tagli alle linee e biglietti più cari. La manovra prevede inoltre tagli percentuali dei compensi dei membri del cda del 10% e dei direttori e dirigenti tra il 5 e il 10%

PESCARA. Gennaio sarà un mese faticoso per gli uffici dell’assessorato regionale ai trasporti. L’assessore Giandonato Morra e il direttore Carla Mannetti dovranno studiare e approvare i piani di ristrutturazione di oltre 220 concessioni affidate a 50 società concessionarie.
E’ il primo degli effetti del giro di vite che il governo nazionale ha dato alla voce di bilancio sui trasporti regionali. L’Abruzzo perderà 23 milioni. «Ma sarebbero stati 54 se le regioni non si fossero messe intorno a un tavolo a discutere con il governo», dice l’assessore Morra, in conferenza stampa per illustrare le novità del settore inserite in finanziaria regionale («varato all’unanimità anche con emendamenti migliorativi dell’opposizione», sottolinea soddisfatto). «E’ la smentita a chi diceva», aggiunge Morra, «anche tra i miei colleghi assessori regionali, che quel tavolo era pletorico. Oggi confidiamo che si possa spuntare ancora qualcosa. Se invece quella manovra fosse andata in porto così come era stata studiata avrebbe avuto per noi effetti devastanti».
I TAGLI ALLE CORSE I tagli comunque ci sono stati e la Regione per recuperare risorse deve necessariamente tagliare o, come si dice, razionalizzare e ristrutturare i servizi fino ad arrivare a una riduzione del 10%. Un compito al quale sono chiamate, con qualche resistenza, le 50 società concessionarie (ma d’altronde chi non si adegua si vedrà revocata la concessione).
L’assessore assicura che i tagli saranno chirurgici. «Preserveremo il pendolarismo lavorativo, in primis la Sevel, e quello scolastico, ma tuteleremo anche i servizi delle aree interne». Il linea di principio saranno tagliati i rami secchi, le doppie corse, le sovrapposizioni. Ci sarà anche una riduzione delle corse nei giorni festivi e una riduzione nelle fasce orarie con domanda debole.
La seconda gamba della manovra riguarderà le tariffe. La Regione le aumenterà su richiesta del governo centrale per poter accedere a un ulteriore tesoretto di 425 milioni messo a disposizione delle regioni più virtuose.
L’aumento delle tariffe sarà di circa il 10%, «minimo rispetto ad altre regioni» assicura Morra, «che hanno aumentato fino al 50% come in Umbria». Le tariffe saranno anche rimodulate in base al reddito. Confermate invece le tessere gratuite per i disabili e la proroga del trasporto gratuito per i terremotati fino al 31 luglio.
IL RUOLO DEI COMUNI Nella finanziaria è previsto anche il trasferimento ai Comuni (al momento solo a quelli capoluogo in attesa della definizione del nuovo Prit, il piano regionale dei trasporti) della delega al trasporto, e dunque delle corrispondenti risorse. I Comuni dovranno poi attivarsi per svolgere le gare per l’affidamento del servizio. La Regione, sottolinea la direttrice Mannetti, prevede anche delle premialità per quei comuni che incentivano una mobilità più efficiente, con aumento delle corsie preferenziali per gli autobus e limitazioni del traffico privato, dunque isole pedonali e simili.
La riduzione delle indennità dei consigli di amministrazione e degli stipendi dei dirigenti delle società pubbliche di trasporto è misura di finanza certamente non risolutiva, ma d’impatto nell’opinione pubblica. Così la manovra prevede tagli percentuali dei compensi dei membri del cda del 10% e dei direttori e dirigenti tra il 5 e il 10% circa (vedi tabella). Altra novità, «forse unica tra le Regioni italiane», sottolinea l’assessore Morra, è l’istituzione di un fondo regionale trasporti «per far fronte a possibili periodi di emergenza». Con questa manovra», dice ancora Morra, «saranno salvaguardati tutti i posti di lavoro delle aziende pubbliche. In altre regioni stanno licenziando, in Abruzzo non ci sarà il licenziamento di un solo dipendente».
LE TRE SOCIETÀ Ma il provvedimento che farà probabilmente la differenza in termini di conti è quello del riordino delle tre società regionali di trasporto, Arpa, Gtm e Sangritana. L’assessore Morra assicura la presentazione in giunta di un disegno di legge entro il 30 aprile. L’orientamento è quello di rinunciare alla società unica per arrivare invece alla costituzione di due società, una per gli autobus (la gomma), una per i treni (il ferro).
La società su gomma comprenderà Arpa, Gtm e la quota di Sangritana che va su gomma. La società su ferro prevede la costituzione di un consorzio o una società tra Sangritana e Trenitalia, così come è già avvenuto in altre regioni. Per discutere di quest’ultima questione il 23 dicembre scorso Morra e la Mannetti sono stati a Roma a colloquio con l’amministratore delegato di Trenitalia Vincenzo Soprano. «Doveva essere una riunione di rito, siamo stati lì un’ora e mezzo», dice Morra, «per l’operatività tecnica ci saranno presto incontri tra Sangritana e Trenitalia».
Il 2011 dovrebbe quindi portare a un ridisegno totale del settore ma anche all’apertura al mercato con l’espletamento delle gare.

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