L’AQUILA «La ricostruzione dell’Aquila è una questione nazionale». Non fa giri di parole il presidente del Senato, Pietro Grasso, subito dopo il minuto di silenzio davanti alla Casa dello Studente dove morirono otto ragazzi. La sua presenza all’Aquila, il 6 aprile è stato un segnale forte, che offre garanzie per il futuro. «È un impegno imprescindibile per noi», ha proseguito Grasso. «Enti locali e Stato hanno dato ora continuità agli strumenti per ripartire con la ricostruzione. Ora i soldi ci sono, bisogna scaglionarli con un piano organico. Il sindaco Cialente e il ministro Barca mi hanno rassicurato con una prospettiva di ricostruzione tra cinque e otto anni. Ma è ovvio che la ricostruzione dell’Aquila è una questione che riguarda tutto il Paese».Non usa mezze parole e le promesse agli aquilani sono dirette. Il presidente del Senato ha quindi voluto ricordare le tante vittime del terremoto, i loro parenti. E intervenendo al convegno sulla legalità organizzato dall’Anm abruzzese, Grasso ha sottolineato che «l’obbligatorietà dell’azione penale, l’indipendenza della magistratura, della direzione delle indagini sono valori che vanno difesi anche dai cittadini per garantire la giustizia in questo paese». Anche la ricostruzione della legalità in Italia, per Grasso, «deve ripartire dall’Aquila». «Bisogna evitare che l’incuria e la mancanza di senso del dovere consentano che un evento calamitoso faccia più danni di quelli che naturalmente causa. Il riferimento del presidente del Senato è alla sentenza di primo grado sul crollo della Casa dello studente, uno dei simboli della maxi inchiesta sul terremoto attivata dalla Procura della Repubblica dell’Aquila nelle settimane successive al sisma. Grasso ha citato, a proposito del processo, «il tecnico che nonostante le denunce di insicurezza diceva che era tutto a posto».
Quando tutti si sono trasferiti all’Auditorium ci sono state contestazioni da parte di un piccolo gruppo di cittadini, all’esterno, nel parco del castello. Presa di mira è stata la parlamentare del Pdl Paola Pelino. Mentre stava andando via Paola Pelino è stata contestata ed invitata a fare di più per la città dell’Aquila. Alcuni, hanno mostrato dei cartelli con l’articolo della Costituzione sulla proprietà privata che ritengono violata, altri le hanno detto: «Non ci rappresenti». Una donna le si è rivolta affermando: «Io non sono dell’Aquila, ma amo questa città, tu sei abruzzese fai qualcosa». Alla fine, la senatrice si è allontanata circondata dalle forze dell’ordine, lamentandosi: «Se non mi fanno parlare è impossibile spiegare». Assente ma intervenuta con una nota il presidente della Camera Laura Boldrini che ha voluto far sentire la propria vicinanza dicendo agli aquilani che «la vostra comunità ha dovuto far fronte non solo alla distruzione causata dall'evento naturale, ma anche alle lentezze delle Istituzioni. Vi assicuro l'impegno costante, mio e della Camera, perché anche in questo periodo di crisi economica lo Stato trovi le risorse necessarie alla ricostruzione sociale ed economica de L'Aquila, nella consapevolezza che l'Italia non può perdere il patrimonio umano, culturale ed artistico che la città sa esprimere». Laura Boldrini ha quindi sottolineato la necessità di controllare e regolare l’uso del territorio.