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Data: 07/04/2013
Testata giornalistica: Il Centro
«Voglio un milione di euro per il treno danneggiato»

L’imprenditore Mirabili accusa il Comune: ho investito soldi e oggi non ho niente Non pagherò nessuna rimozione, vi faccio vedere come è ridotto il vagone

GIULIANOVA «Rimuovere i vagoni a mie spese? E' colpa del Comune se è ridotto così, e voglio un milione di euro di risarcimento»: a parlare è Franco Mirabili, proprietario del treno-ristorante presente nel parco Chico Mendes, che evidenzia come la struttura sarebbe caduta in rovina proprio durante gli ultimi mesi, da quando, cioè, la proprietà del parco è passata dalla Asl al Comune. Proprio quel treno che, nello scorso autunno, è stato oggetto di un blitz anti-bivacco da parte delle forze dell'ordine, e che è oggetto di un'ordinanza del sindaco Francesco Mastromauro volta alla sua rimozione. Ma Mirabili, che investì in quella struttura diverse decine di milioni di lire, si rifiuta di provvedere a proprie spese alla rimozione del treno e, facendoci entrare nei vagoni, ridotti a macerie e sporcizia, ci spiega il perché. Ciò che subito colpisce è che i cancelli del parco, che dovrebbero essere chiusi specialmente in seguito al blitz, sono invece spalancati, dando modo a chiunque di introdursi nell'area. Del treno-ristorante non è rimasto proprio nulla, devastato da atti vandalici e bivacchi. «E' stata proprio la noncuranza dell'amministrazione a permettere che il treno venisse depredato e distrutto da ladri, vandali e senzatetto», dichiara Mirabili, «ed io ora dovrei anche pagarne la rimozione, dopo avervi investito i risparmi di una vita?» In pratica l'imprenditore eclina la responsabilità del degrado dell'area, e sottolinea come i mancati controlli operati dal Comune avrebbero permesso ad ignoti di introdursi nel parco e portare via dal treno forni, sanitari, condutture in rame, lampioni ed attrezzature utilizzate nel ristorante. Mirabili portò i vagoni nel Chico Mendes nel 2003, ma nel 2005 la Asl decretò la chiusura del parco ed ordinò la rimozione del treno per abuso di suolo pubblico, nonostante l'imprenditore fosse autorizzato dal Comune. Mirabili potè riprendere la propria attività solo nel 2007, ma sono per pochi mesi, infatti il parco venne chiuso di nuovo. Nonostante fosse stato più volte rassicurato dall'amministrazione comunale, all'uomo vennero negate le chiavi per l'accesso nell'area, pertanto gli fu concesso di introdursi nel parco di tanto in tanto, solo per provvedere alla manutenzione dei vagoni e dell'area circostante. «E' dallo scorso mese di agosto, quando il Comune si è riappropriato dell'area, che le cose sono peggiorate», aggiunge Mirabili, «da allora ho subito furti, danneggiamenti ed il mio treno è stato ridotto a dimora di senzatetto. Ormai è un ferro vecchio da buttare. Non sono stato neanche avvertito in occasione del blitz». Ora il treno, il prossimo 23 aprile, sarà oggetto di un pronunciamento del tribunale che dovrà decidere se assegnarlo o meno ad un creditore di Mirabili, suo ex socio. In caso contrario, il Comune provvederà alla rimozione dei vagoni a spese di Mirabili, che però contrattacca: «Non ci sto, denuncerò il Comune e dovrò essere risarcito».

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