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Data: 07/04/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Debiti della Pa, sì ai 40 miliardi: i primi pagamenti partono domani

ROMA Quaranta miliardi erano stati promessi alle imprese e quaranta miliardi vale il decreto legge approvato ieri dal Consiglio dei ministri, che sblocca i pagamenti dei debiti arretrati della pubblica amministrazione. A questo importo complessivo vanno però aggiunti circa 2 miliardi di maggior beneficio atteso per le aziende dall’ampliamento della possibilità di compensare crediti e debiti fiscali (la soglia sale da 500 mila a 700 mila euro). I primi versamenti, ha spiegato il ministro Grilli, potranno essere effettuati già domani, quando il testo andrà in Gazzetta ufficiale. L’operazione dovrebbe essere completata nell’arco dei prossimi dodici mesi.
IL MONITORAGGIO DEL TESORO
Il provvedimento è stato salutato con soddisfazione dagli enti locali e dalle parti sociali, pur con qualche significativa eccezione; nelle intenzioni di tutti dovrebbe avviare a soluzione una vicenda che si trascina ormai da anni. Proprio su questo aspetto ha voluto porre l’accento Mario Monti nella conferenza stampa seguita alla riunione mattutina del governo. Il presidente del Consiglio ha infatti espresso «sorpresa e leggera indignazione per le tante espressioni di severa critica al governo che ha impiegato 3 giorni in più del previsto». Critiche che secondo Monti «provengono da quelle forze politiche che hanno provocato questo fenomeno». Il premier ha anche negato che con la decisione di ieri il governo abbia in qualche modo compiuto «un’inversione di rotta» rispetto alla precedente politica di rigore.
Il peso «abnorme» dei debiti arretrati - viene sottolineato nel comunicato di Palazzo Chigi - «è uno dei nodi principali che ostacolano la ripresa». A tutto ciò dovrebbe porre rimedio il decreto, rivisto in corsa rispetto alla versione di qualche giorno fa soprattutto con l’obiettivo di rendere più fluide le procedure e più rapido l’afflusso di liquidità verso il sistema economico. Allo stesso tempo però l’esecutivo intende evitare di superare la soglia del 3 per cento nel rapporto deficit/Pil, in particolare per il 2013. Per questo è stato previsto un meccanismo di monitoraggio da parte del ministero dell’Economia: se dai controlli emergerà il rischio di superare il limite previsto, sarà attuata in prima battuta una rimodulazione dei pagamenti alle imprese; il governo poi potrà anche limitare in modo lineare tutte le altre spese dello Stato o ancora assumere altri provvedimenti correttivi.
L’EMISSIONE DI TITOLI
I 40 miliardi saranno reperiti attraverso l’emissione di titoli di Stato, che produrranno maggiori interessi per 560 milioni nel 2014 e circa 570 l’anno a partire dal successivo. Per il primo anno il governo conta di reperire le risorse attraverso la maggiore Iva generata dagli stessi pagamenti alle imprese (ma prudenzialmente accantonerà una quota corrispondente di tagli di spesa ai ministeri). Gli stessi tagli lineari saranno la copertura ufficiale dal 2015, anche se, come ha spiegato il ministro Grilli, i prossimi governi potranno sostituirla con altre risorse. Infine circa 7 milioni di maggiore spesa derivano dalla detassazione delle operazioni di cessione dei crediti.

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