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Pescara, 22/03/2026
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Data: 07/04/2013
Testata giornalistica: Ferpress
L'isolamento ferroviario dell'Abruzzo - Trenitalia: interrogazione Melilla (Sel) sullo stato delle ferrovie abruzzesi. Rivedere decisioni

Necessario rivedere le scelte di Trenitalia sulle ferrovie abruzzesi. Lo chiede in un’interrogazione scritta l’onorevole di Sel, Gianni Melilla. Secondo quanto sottolinea Melilla nella sua interpellanza “la stazione di Pescara è il più importante nodo ferroviario della regione Abruzzo con un traffico giornaliero di 133 treni, di cui 94 regionali e interregionali, 20 frecce bianche, 19 intercity, con una media di 5 mila viaggiatori”.
“Nonostante sia il riferimento dell’intera regione Abruzzo, con i suoi 1.300.000 abitanti,Trenitalia non ha previsto nessuna presenza di treni ad alta velocità “frecce rosse” nel collegamento con il nord e il sud della linea ferroviaria adriatica che invece sono stati previsti da Ancona. Questa scelta di Trenitalia è in linea con una politica che da anni ha provocato una crescente marginalizzazione del trasporto ferroviario a tutto vantaggio del trasporto privato e di quello su gomma: da anni è stata cancellata la relazione tra Pescara e Napoli, per raggiungere Roma da Pescara si impiegano quasi 4 ore (10 anni fa si impiegava mezz’ora in meno!), è stata drasticamente ridotta l’offerta di treni regionali e interregionali, il materiale rotabile è di pessima qualità con disservizi di ogni tipo, i treni notturni verso il nord sono stati ridotti o non fermano più a Pescara, un numero considerevole di stazioni sono state disabilate, sono stati abbandonati i progetti più interessanti di sviluppo del trasporto metropolitano e pubblico locale;

gli enti locali, la Regione Abruzzo, le organizzazioni economiche, sindacali e degli utenti hanno chiesto a Trenitalia di cambiare questa linea di disimpegno e di penalizzazione delle ferrovie abruzzesi e della Stazione di Pescara;

Melillo chiede al ministro se ha intenzione di chiedere a Trenitalia “ragione delle attuali irrazionali e antieconomiche scelte di abbandono della sua presenza in Abruzzo, rivedendo in particolare la scelta di non prevedere la partenza di treni ad alta velocità “frecce rosse” dalla stazione di Pescara”.

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