Necessario rivedere le scelte di Trenitalia sulle ferrovie abruzzesi. Lo chiede in un’interrogazione scritta l’onorevole di Sel, Gianni Melilla. Secondo quanto sottolinea Melilla nella sua interpellanza “la stazione di Pescara è il più importante nodo ferroviario della regione Abruzzo con un traffico giornaliero di 133 treni, di cui 94 regionali e interregionali, 20 frecce bianche, 19 intercity, con una media di 5 mila viaggiatori”.
“Nonostante sia il riferimento dell’intera regione Abruzzo, con i suoi 1.300.000 abitanti,Trenitalia non ha previsto nessuna presenza di treni ad alta velocità “frecce rosse” nel collegamento con il nord e il sud della linea ferroviaria adriatica che invece sono stati previsti da Ancona. Questa scelta di Trenitalia è in linea con una politica che da anni ha provocato una crescente marginalizzazione del trasporto ferroviario a tutto vantaggio del trasporto privato e di quello su gomma: da anni è stata cancellata la relazione tra Pescara e Napoli, per raggiungere Roma da Pescara si impiegano quasi 4 ore (10 anni fa si impiegava mezz’ora in meno!), è stata drasticamente ridotta l’offerta di treni regionali e interregionali, il materiale rotabile è di pessima qualità con disservizi di ogni tipo, i treni notturni verso il nord sono stati ridotti o non fermano più a Pescara, un numero considerevole di stazioni sono state disabilate, sono stati abbandonati i progetti più interessanti di sviluppo del trasporto metropolitano e pubblico locale;
gli enti locali, la Regione Abruzzo, le organizzazioni economiche, sindacali e degli utenti hanno chiesto a Trenitalia di cambiare questa linea di disimpegno e di penalizzazione delle ferrovie abruzzesi e della Stazione di Pescara;
Melillo chiede al ministro se ha intenzione di chiedere a Trenitalia “ragione delle attuali irrazionali e antieconomiche scelte di abbandono della sua presenza in Abruzzo, rivedendo in particolare la scelta di non prevedere la partenza di treni ad alta velocità “frecce rosse” dalla stazione di Pescara”.