PESCARA La Procura della Repubblica ha aperto un’inchiesta sulle paline pubblicitarie alle fermate dell’autobus. Secondo gli investigatori quelle paline dovevano essere installate dopo lo svolgimento di una gara d’appalto per l’individuazione della ditta alla quale affidare l’incarico. Per questo, il presidente della Gtm, Michele Russo, è stato indagato. Nei giorni scorsi Russo, dietro sua richiesta, è stato ascoltato dal pm Anna Rita Mantini, che ipotizza la turbata libertà del procedimento di scelta del contraente.
Secondo la difesa, tuttavia, la gara d’appalto non era necessaria. È stato lo stesso Russo a chiedere al pm di essere ascoltato, per poter fornire la propria versione dei farti.
L’inchiesta ha preso il via poco meno di irca tre anni fa quando la squadra mobile diretta dal vice questore Pierfrancesco Muriana, ha acquisito negli uffici della Gtm la documentazione relativa alla scelta della ditta che ha provveduto a fornire e installare le paline pubblicitarie, avvenuta senza bandire una gara ma attraverso un affidamento diretto.
La ditta scelta, dal canto suo, si era impegnata a sostituire le vecchie paline senza alcuna spesa a carico della Gtm e a provvedere anche alla raccolta della pubblicità, oltre che al versamento a del 40% degli incassi all’azienda di trasporto. Ed è questa, per la difesa, la chiave di volta di tutta la vicenda. Non si sarebbe trattato, quindi, di una scelta onerosa che ha portato a un esborso da parte di Gtm, ma che al contrario, di un accordo che ha portato un vantaggio economico alle casse dell’azienda di trasporto pubblico.