Crimi: iniziative eclatanti in Senato. E Grillo attacca le banche e i media
I CINQUESTELLE
ROMA Occuperanno prima l’Aula della Camera e poi il Senato. E non si fermeranno qui. L’agenda dei parlamentari 5Stelle ha già in calendario varie «iniziative eclatanti». Lo ha annunciato il portavoce Vito Crimi. L'obiettivo è ottenere la convocazione delle commissioni parlamentari permanenti senza aspettare la formazione del nuovo governo. È la linea della «scampagnata». Quella indicata da Grillo nell’agriturismo alle porte di Roma. Quel giorno i cittadini-onorevoli si lasciarono alle spalle i cronisti al grido di «commissioni subito!».
RISPETTARE LE REGOLE
«Rimandare la costituzione delle commissioni e la comunicazione dei parlamentari di ciascun gruppo, contravviene alla norma del Regolamento del Senato che sancisce che tale designazione debba avvenire entro 5 giorni», insiste la senatrice siciliana Nunzia Catalfo. «La Giunta del Regolamento - continua la Catalfo - non può pronunciarsi in quanto, ad oggi e non se ne capisce bene il motivo, non è stata ancora nominata». Regolamento alla mano i gruppi si insediano anche quando non c’è ancora un governo in carica. I grillini non sono i soli a sostenerlo. Anche l’ex ministro della Giustizia Giovanni Maria Flick, presidente emerito della Consulta, in un’intervista al Messaggero, ha ribadito lo stesso concetto, precisando, tuttavia, che l’impostazione data da Grillo è sbagliata perché «il nostro sistema è basato sulla sinergia tra Parlamento ed esecutivo».
RISCHIO INCOMPATIBILI
«Se non parte la Giunta per le elezioni voteranno per il presidente della Repubblica i parlamentari che ricoprono più cariche incompatibili e che invece dovrebbero fare una scelta», rileva il senatore lombardo Luis Orellana, l’uomo che i grillini avevano candidato al Senato. «Questa - ribadisce Orellana - ci fa veramente arrabbiare. Ci si dimentica che siamo una democrazia parlamentare». In settimana ci sarà battaglia. E su questo tutti i grillini, compresi i dissidenti, saranno compatti. Giulia Sarti - che ieri in un’intervista al sito l’Inkiesta ha ribadito la proposta di fare un nome «per un governo di scopo» - ha anticipato che i dettagli verranno annunciati oggi al termine della loro riunione.
Nei 5Stelle il dibattito spinge intanto verso posizioni opposte e contrarie. Si teme il passaggio di qualche dissidente nel gruppo misto.
DIALOGO E BORDATA
«Alcuni vorrebbero più dialogo con il centrosinistra mentre altri vorrebbero essere più attendisti, più distaccati», sintetizza le posizioni il senatore Fabrizio Bocchino sulla sua bacheca Facebook. E precisa: «Dialogo non significa alleanza con il Pd, né votare la fiducia a suoi governi, né inciuci di qualsiasi tipo. Ma se non vuoi il dialogo o devi prendere il 51% dei voti, e così non hai bisogno di nessuno, o devi prendere l'1,5%, e così il dialogo è totalmente inutile, perché nessuno ti starebbe a sentire. Noi invece abbiamo preso il 25%, dunque, a mio parere, il dialogo è necessario». E per la prima volta il dibattito innescato dai parlamentari mette in sordina la quotidiana bordata di Grillo che sul suo blog ieri è tornato ad attaccare le banche e i media preannunciando un «rischio Grecia» per l’Italia.