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Pescara, 22/03/2026
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08/04/2013
Il Centro
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Un milione di licenziati in dodici mesi. I dati del ministero: nel 2012 segnato un +13,9% record. Damiano, Pd: «Subito i fondi per cig in deroga, Tares ed esodati» |
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ROMA Oltre un milione di lavoratori sono stati licenziati nel 2012. Un dato impressionante che si affianca ai recenti dati Inps sulla crescita della cassa integrazione e l’esaurimento dei fondi per il rifinanziamento di quella in deroga. Il numero dei lavoratori che sono stati licenziati è di 1.027.462 con un aumento del 13,9% rispetto al 2011, quando erano stati 901.796. I dati forniti dal sistema delle comunicazioni obbligatorie del ministero del Welfare confermano inoltre che l’espulsione dai luoghi di lavoro è in crescita nell’ultimo trimestre dello scorso anno: licenziati 329.259 lavoratori con una crescita del 15,1% sullo stesso periodo del 2011. Dalla siderurgia alla chimica, dal tessile all’edilizia si assiste a una accelerazione delle chiusure e dei licenziamenti. La riforma Fornero, che ha anche indebolito le tutele dell’articolo 18, non ha prodotto crescita del lavoro. Secondo i dati del ministero, nel 2012 sono stati attivati circa 10,2 milioni di rapporti di lavoro a fronte di quasi 10,4 milioni cessati nel complesso, tra dimissioni, pensionamenti, scadenze di contratti e licenziamenti. La linea di tendenza riguarda proprio il quarto trimestre che conferma un’accelerazione della crisi occupazionale: le nuove assunzioni (dipendenti o parasubordinati) sono state oltre 2,2 milioni con un calo del 5,8% rispetto allo stesso trimestre del 2011. Dalle tabelle dell’andamento dei licenziamenti si osserva la fiammata impressionante del 2012 rispetto ai tre anni precedenti (che comunque non erano certamente dati irrisori). Dagli 801mila del 2008 al milione e 27mila dello scorso anno. L’ex ministro del Lavoro del Pdl, Maurizio Sacconi, spiega che il disastroso dato dei licenziamenti deriva anche «da regole troppo rigide e da un costo troppo elevato degli oneri fiscali e contributivi». Per uscire da questa situazione «tra le otto proposte annunciate da Berlusconi vi saranno misure urgenti per l’occupazione con riferimento alla detassazione dei primi contratti permanenti dei giovani». Cesare Damiano, parlamentare del Pd, allarga il campo di richieste al governo ancora in carica. «Finalmente varato il decreto per i pagamenti della Pubblica amministrazione, 40 miliardi da destinare alle imprese - commenta l’ex ministro di Prodi - Per questa misura il governo Monti , che si è caratterizzato per un eccesso di rigore, sceglie di aumentare dello 0,5% il deficit portandolo al 2,9%. Un netto e tardivo cambio di linea. L’eredità è però pesante: risorse finite, perchè l’Europa concede al massimo il 3% di deficit, mentre i problemi urgenti restano». La cassa integrazione in deroga richiede un miliardo - aggiunge - «idem il rinvio della Tares a dicembre. A questo scarno elenco aggiungiamo una copertura di almeno due miliardi per rifinanziare per due anni il Fondo dei lavoratori da salvaguardare, rimasti senza reddito a causa della riforma delle pensioni targata Fornero». Dall’agricoltura arriva invece un dato in controtendenza con molti settori dell'economia: aumenta il numero di lavoratori dipendenti del 3,6 per cento, segnala la Coldiretti.
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