Il 15 aprile una nuova mobilitazione Un'immagine della protesta contro i tagli organizzata mercoledì scorso da enti locali e aziende di trasporto: lunedì 15 aprile le imprese private torneranno a manifestare davanti alla Regione Prima bisogna intervenire sul sistema del trasporto pubblico locale, riorganizzando i servizi e abbattendo i costi. Poi si valuterà un'integrazione di risorse per coprire parte dei 120 milioni scoperti rispetto al fabbisogno 2013: una somma plausibile potrebbe oscillare tra 30 e 40 milioni. I conti Nessuna conferma ufficiale, ma anche di questo si comincerà a ragionare da oggi negli uffici dell'assessorato regionale al Bilancio. Obiettivo: definire il bilancio di previsione 2013, da chiudere entro metà aprile, e impostare quelli dei due anni successivi sulla base dei margini di manovra fissati dal decreto approvato sabato. Idem per l'aumento dell'addizionale Irpef, applicata dal 2014 e finora affidata a simulazioni. Il trasporto pubblico Partita fondamentale, quella dei trasporti, che condividono parecchi aspetti con il comparto della sanità, l'altra grande emergenza della Regione: il debito pregresso da coprire almeno in parte con i Fondi Fas, la necessità di un piano di rientro credibile da presentare al governo a tempi brevi, l'insufficienza delle risorse, il taglio dei servizi (e nel caso dei trasporti, il rincaro delle tariffe). Più in generale, una riforma complessiva del sistema per ridurre i costi tra una protesta e l'altra. Identico anche il traguardo da raggiungere, se è vero che dal prossimo anno i trasporti come la sanità - dovranno reggersi con la quota garantita dal Fondo nazionale (quest'anno è di 485 milioni). Sistema da riformare Non a caso, da questa settimana entrerà nel vivo il tavolo Regione-enti locali per riformare il tpl sulla base di alcune coordinate: accorpamento dei gestori, esame dei bilanci aziendali, omogeneizzazione delle tariffe. Obiettivi da centrare tra quest'anno e il prossimo, ma messi nero su bianco. E vincolanti. Non a caso, l'assessorato al Bilancio, consapevole che siamo ad aprile e che per quest'anno non si può pretendere più di tanto, considera un'integrazione di 30-40 milioni. Non subito, ma in assestamento. Prima si fanno i compiti a casa. Opere sotto esame Un'altro fronte riguarda l'esame puntualedelleoperepubblicherinviabili così da disimpegnare Fondi Fas per coprire il debito di sanità e trasporti. Dal corridoio di corso Marche alla tangenziale Est, spiega l'assessore al Bilancio Gilberto Pichetto Fratin, la domanda rivolta a Province e Comuni sarà una sola: «A che punto siamo?». A determinare il rinvio saranno i tempi lunghi, l'incertezza delle procedure, l'assenza del cofinanziamento da parte di Stato ed enti locali. Risorse dimenticate La necessità di rimettere ordine, a 360 gradi, è tanto più urgente dato che una parte considerevole dei 715 milioni di Fondi Fas assegnati al Piemonte, e programmati nel periodo 2007- 2012, non è stata utilizzata: 100 i milioni impegnati, 150 quelli prenotati. La differenza, abbinata a decine di progetti per ora sulla carta, giace sul conto del ministero dello Sviluppo. Situazione paradossale: a breve Governo e Regioni dovranno definire la programmazione dei Fondi Fas per l'arco di tempo 2014-2020. E potenzialmente pericolosa: in tempi di magra, parte delle risorse non ancora utilizzate potrebbe restare allo Stato. Situazione confusa anche per i Fondi Fesr, destinati allo Sviluppo. Stando all'ultima relazione della Corte dei Conti, «vanno altresì segnalate, per importi rilevanti da recuperare, la Regione Liguria con 9,1 milioni, la Regione Lazio con 4,2 e la Regione Piemonte con 2,4». Tolleranza zero Da qui la scrematura dei progetti «virtuali», demandati a tempi migliori e soggetti a due opzioni: il finanziamento tramite mutui o lo spostamento sulla programmazione dei Fas 2014-2020. Con una premessa, avverte Pichetto: «Se non dovesse essere rispettata la tabella di marcia, o se dovesse mancare il cofinanziamento di tutte le parti in causa, i progetti in questione, per ora rinviati, finiranno definitivamente nel cassetto». 120 milioni Lo «scoperto» del Trasporto pubblico locale per il 2013 OPERE A RISCHIO Pichetto: « I progetti che non sono credibili verranno cassati»