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Data: 09/04/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Ammortizzatori sociali, i fondi non ci sono. Appello dei sindacati alla Regione affinché intervengano sul governo per garantire i finanziamenti

CHIETI Pochi fondi per gli ammortizzatori in deroga, economia delle famiglie a rischio. E' l'allarme dei sindacati, che in vista della manifestazione romana del 16 aprile, offrono uno spaccato di questa nuova emergenza. In Abruzzo per il 2013 sono stati distribuiti ad oggi oltre 19 milioni, tra area sisma e non, mentre si attende una firma del ministro Fornero su ulteriori 15 milioni, che comunque basterebbero a tirare avanti fino a giugno. La crisi però non allenta e cresce, dunque, il fabbisogno di questo tipo di ammortizzatori, previsti per aziende di piccole dimensioni e per quelle che in generale non possono usufruire di strumenti ordinari a sostegno al reddito. Una domanda, dunque, polverizzata, che Cgil, Cisl, Uil e Ugl fanno fatica a riassumere in numeri esatti, al di là di grosse realtà coinvolte, come le aziende dell'ex gruppo Villa Pini, circa 500 lavoratori interessati, o la Sixty, 340. «Nel giro di qualche mese», dice Mario Codagnone della Fiom-Cgil, «solo nel settore metalmeccanico e nell’area del Vastese-Val di Sangro tra i 600 e i mille lavoratori potrebbero aver bisogno di cassa integrazione in deroga». Nicola Manzi della Uilm riduce a circa 500 il numero ma comunque conferma che il fabbisogno è destinato a crescere. E' immancabile, allora, l’appello corale alle istituzioni. «Gianni Chiodi e Paolo Gatti», afferma Leonardo De Gregorio, Ugl, «intervengano sul Governo per garantire ulteriori finanziamenti». Per Germano Di Laudo della Cgil, invece, «si devono muovere anche Province e Comuni. Le prime per fare accordi con le banche e far anticipare le somme degli ammortizzatori. I secondi, invece, cambiando i meccanismi del sociale. Il reddito Isee, per esempio, alla base del godimento di servizi quali la mensa scolastica, fa riferimento a redditi che spesso non coincidono con quelli attuali». Antonio Cardo della Uil aggiunge: «Il perdurare della crisi spinge le aziende sempre di più a chiedere questo tipo di ammortizzatori. Ci sono poi altre situazioni, come il caso Burgo, in cui i lavoratori, finiti gli ammortizzatori ordinari, la mobilità in questo caso, potrebbero ricorrere alla deroga, ma le poche risorse a disposizione mortificano le speranze». «Siamo preoccupati», conclude Leo Malandra della Cisl, «l’autonomia per la deroga è fino a maggio. Servono misure urgenti».

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