«La partita vera incomincia adesso», «i soldi non bastano», parole e musica di Massimo Cialente e Giovanni Lolli, mai stanchi di cantare la canzone sul palcoscenico aquilano e romano davanti a un pubblico nazionale ormai disattento. In palio, non la vittoria di un concorso canoro, bensì la vita della città. La sconfitta, ne decreterebbe la morte. «Io ho fatto la battaglia, anche da solo, per rientrare nella Cassa depositi e prestiti - spiega Lolli -. Era il nostro meccanismo, che è ora dell’Emilia. Il Governo non può mettere in bilancio un miliardo all’anno per L’Aquila, mentre è più facile contrarre un mutuo con la Cassa depositi e prestiti e metterci, che so?, cinquanta o cento milioni per la rata annuale». La partita vera incomincia adesso, dopo la commozione per il quarto anniversario del terremoto, il più duro, l’anno della disillusione. Lo sa bene la senatrice Stefania Pezzopane che già al lavoro per giocare le partite, alcune romane e altre locali, della ricostruzione. Lei, come parlamentare, si sente particolarmente impegnata sul tavolo romano, dove chiede una nuova legge programmatrice, per 5 o 7 anni di finanziamento, breve, sintetica, con 4 o 5 articoli, «che prenda il buono della legge di iniziativa popolare». «C’è da vedere, poi, la questione della restituzione del 100 per cento delle tasse, solo sospesa - aggiunge -. Non va dimenticata la ricostruzione economica e sociale, con le politiche di sostegno allo sviluppo». Non sta certo con le mani in mano, nonostante l’incertezza della politica nazionale, e sta preparando un testo di legge e una risoluzione, come anticipato nella prima seduta del Senato. «Prima di presentare il testo di legge, risentirò i comitati - prosegue -. Penso anche al recupero di quanto previsto nella legge 77 relativamente al gioco del Lotto, che avrebbe dovuto portare un miliardo e 400 milioni all’Aquila e, invece, la Regione ha avuto solo 200 mila euro. Sto cercando di capire dove siano finiti gli altri soldi e se si possa prorogare la royalty oltre il 2013. Sto cercando di capire, altresì, che fine abbiano fatto i soldi dell’altra royalty, quelli del canale finanziario derivante dalla vendita di determinati farmaci». Un accenno alla polemica innescata da Chiodi: «Mi sembra un’uscita quanto mai infelice in un momento in cui dovremmo unire tutte le forze e il governatore dimentica i successi elettorali ottenuti dalla sottoscritta. Così facendo, autorizza qualcuno a ricordargli, ad esempio, il mancato pagamento degli albergatori, ma lasciamo perdere...».
LA REGIONE
Ritiene esaurita e infruttuosa ogni ulteriore polemica, su ciò che è stato e ciò che avrebbe dovuto essere, anche il vice presidente del Consiglio regionale, Giovanni D’Amico, che chiederà, insieme al gruppo del Pd e ai consiglieri regionali che riterranno di condividere, «una riunione straordinaria del Consiglio regionale per definire il ruolo della Regione Abruzzo, la definizione di una legislazione organica dedicata alla ricostruzione e la sua correlazione allo sviluppo della Regione e della città capoluogo». «Esattamente un mese fa - afferma D’Amico - ho inviato una lettera al ministro Barca, al presidente Chiodi, ai sindaci, invitandoli a condividere un’autentica riflessione in sede istituzionale, ma soprattutto aperta alle istanze sociali e culturali sulla ricostruzione e sullo sviluppo delle aree interessat, senza riscontro». «Leggo che Massimo Cialente lamenta ciò che ripetutamente il gruppo del Pd ha denunciato a Chiodi - aggiunge D’Amico -, ovvero che da quando esistono le regioni, la nostra è la prima grande tragedia in cui la Regione non ha giocato alcun ruolo. Il gruppo consiliare del Pd ha depositato in commissione la proposta di legge L’Aquila Capoluogo d’Abruzzo, ma fino a oggi non è stato possibile sottrarla alla più completa indifferenza. La mancanza di una forte correlazione istituzionale e normativa fra i diversi livelli statale, regionale e locale, determina e continuerà a determinare un quadro incoerente e caotico che potrebbe sancire uno svantaggio irrecuperabile per i territori coinvolti dal sisma e per l’intera nostra regione».