«Noi non stiamo puntando alle elezioni. Se puntassimo alle elezioni faremmo un altro lavoro. Ma questa non è campagna elettorale». Lo ha detto il capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato, Vito Crimi, in conferenza stampa a Palazzo Madama.
Nessun divieto di esprimere le proprie idee
«Non è mai preclusa a nessuno la possibilità di poter dire le proprie idee o di discutere in qualunque momento della giornata. Chiedetelo e chiunque vi dirà "no, mai"», ha assicurato il presidente dei senatori del Movimento 5 stelle. La capogruppo M5S alla Camera Roberta Lombardi, a sua volta, ha negato l'esistenza di forti dissensi tra gli eletti, anche se, a proposito delle interviste critiche rilasciate da alcuni esponenti del Movimento come il deputato Tommaso Currò, ha osservato: «Avrei preferito che certe cose le avesse dette a tutti venerdì scorso, è stato un bell'incontro (quello di Tragliata vicino Roma cuio ha preso parte il leader M5S Beppe Grillo, ndr). In generale preferirei che si parlasse all'interno piuttosto che leggere certe prese di posizione dai giornali».
Currò (M5S): «Se Pd e Pdl si accordano avremo perso tutti»
«Se il Pd si accorderà con il Pdl anche per il governo avremo perso tutti e in quel caso la
responsabilità sarebbe anche del M5S», ha però ribadito il deputato Tommaso Currò in un'intervista a Piazzapulita che andrà in onda questa sera su La7. «Con 8 milioni di voti» il Movimento Cinque Stelle «deve contribuire a completare l'assetto istituzionale del Paese con un governo che sia legittimato e di indirizzo politico» e «dia fiducia al mondo economico, del consumo e delle famiglie». E un governo del genere sarebbe solo Pd, M5S e Sel, «questo è un dato di fatto»: se si può trovare «una base valoriale, etica e soprattutto programmatica, si può trovare una nuova via per il paese». Se invece il Pd si accorderà con il Pdl «avremo perso tutti». E la responsabilità sarebbe anche del M5S? «Anche, è chiaro».
Con le commissioni ferme si bruciano 500mila euro al giorno
Quanto alla polemica sul mancato avvio delle commissioni parlamentari permanenti, la capogruppo alla Camera Roberta Lombardi ha sottolineato che «con una crisi feroce che morde le tasche stiamo bruciando 500mila euro al giorno». Secondo Lombardi questo è il prezzo che il Paese paga «per deputati e senatori che non stanno lavorando» a causa del mancato avvio delle commissioni permanenti. «Attualmente - le ha fatto eco Vito Crimi, capogruppo 'stellato' al Senato - stanno lavorando solo 27 senatori e 40 deputati nella commissione speciale. Noi chiediamo di far lavorare tutti i mille parlamentari circa che compongono le Camere».
Disponibili all'avvio di commissioni pro tempore
«L'M5S non è disponibile a far partire prioritariamente Commissioni che esaminino questioni di riforma istituzionale ma è disponibile a parlare dell'avvio di Commissioni pro tempore», hanno detto i capigruppo Crimi e Lombardi, secondo i quali: «La legge elettorale non è una priorità del Paese. Sono prioritarie altre riforme come il reddito di cittadinanza».
Compensi chiari: 5mila euro lordi più la diaria e le spese per l'esercizio del mandato
«Il regolamento che tutti i nostri parlamentari hanno sottoscritto - ha detto Lombardi definisce in maniera chiara i compensi: 5mila euro lordi più la diaria e le spese per l'esercizio del mandato, che non rimangono al parlamentare ma devono essere rendicontate, in base alle norme di Camera e Senato, al 50 per cento». Ha ricordato «la proposta presentata dal movimento per la riduzione dell'indennità per tutti i parlamentari» ai livelli fissati per gli eletti a 5 stelle, con «la possibilità di accorpare in un'unica voce» tutti i rimborsi accessori «introducendo l'obbligo di rendicontazione totale». Quanto agli eletti M5S, Crimi ha ribadito che finora non hanno ricevuto «nessuna busta paga. In ogni caso - ha aggiunto - fra qualche mese vedremo come saranno stati utilizzati questi soldi e renderemo tutto trasparente».
Allo studio una proposta di legge elettorale
Il Movimento 5 Stelle ha allo studio una sua proposta di riforma della legge elettorale, ha spiegato il capogruppo al Senato Vito Crimi in una pausa dei lavori del gruppo. La proposta dovrà contenere senz'altro le preferenze, l'ineleggibilità e l'incandidabilità per reati passati in giudicato, ma anche per cittadini che abbiano già svolto altri incarichi pubblici. Confermato il divieto del doppio mandato. «Stiamo invece studiando i vari sistemi in vigore per decidere se sia più conveniente optare per un sistema proporzionale o maggioritario», ha aggiunto Crimi. Si sta valutando la possibilità di introdurre il cosiddetto meccanismo di recall del parlamentare eletto da parte degli elettori della sua circoscrizione nel caso in cui gli elettori decidano che il comportamento del politico esula dal mandato conferitogli. «È un'opzione in vigore in alcuni sistemi e stiamo studiando se valutare una modifica costituzionale per introdurlo».
Domani la protesta in aula
Il Movimento 5 stelle domani darà il via alla protesta «riappropriandosi delle aule e autoconvocando le commissioni per giovedi' mattina», ha detto Crimi. I deputati e senatori grillini resteranno infatti negli emicicli al termine delle sedute, «recitando passi della Costituzione e dei regolamenti». In particolare, il capogruppo di Montecitorio sottolinea l'importanza di tornare a leggere la Carta «che i partiti hanno svuotato del suo significato sostanziale in questi anni».