ROMA Sforbiciata sul costi della politica e rivisitazione del finanziamento pubblico ai partiti. I saggi della task-force istituzionale insediata da Giorgio Napolitano, hanno completato la prima parte del lavoro. Oggi ognuno rifletterà e studierà i vari dossier in solitudine e domani scatterà una lunga maratona per chiudere su legge elettorale e riforma istituzionale. Poi, venerdì, verrà celebrato l’incontro plenario con il capo dello Stato per consegnare i ”compiti”. Il tutto con un giorno di ritardo rispetto al ruolino di marcia previsto, ma il clima di confronto innescato dall’incontro tra Pier Luigi Bersani e Silvio Berlusconi sembra autorizzare la frenata.
REGNA IL SILENZIO
Come al solito poco o nulla filtra dai “facilitatori” scelti da Napolitano per favorire un clima condiviso e stilare una piattaforma programmatica in grado di convincere tutti i partiti. Inutile provare a scucire qualche notizia ufficiale. Luciano Violante, Gaetano Quagliariello, Mario Mauro e Valerio Onida continuano a trincerarsi dietro alla consegna del silenzio imposta dal capo dello Stato. «Sui lavori dei gruppo non si devono fare pettegolezzi», afferma Onida raggiunto alle otto di sera sul cellulare, «non rispondo e non spiego nulla, la partita è troppo delicata per rovinarla con fughe di notizie. Spiegheremo e risponderemo quando il nostro lavoro sarà stato reso pubblico dal presidente Napolitano».
IL FRONTE ECONOMICO
Bocche cucite anche tra i componenti dell’altra task-force, quella per i temi economici. Del lavoro di Enzo Moavero, Giancarlo Giorgetti, Giovanni Pitruzzella, Salvatore Rossi, Enrico Giovannini, Filippo Bubbico è dato sapere soltanto che la proposta punterà su crescita economica e rimodulazione del fisco. Per questo i saggi economici rilanceranno la richiesta di approvare la delega fiscale che includerà la modifica del catasto.
LA LEGGE ELETTORALE
Il cuore del confronto nella task-force istituzionale, dopo la pausa di riflessione di oggi, domani riguarderà la riforma del meccanismo di voto. Dai pochi dettagli che è dato conoscere, i quattro saggi daranno la loro preferenza al sistema parlamentare. Ma non chiuderanno la porta al semipresidenzialismo. Con una condizione: in questo caso dovrebbe essere adottato il doppio turno alla francese.
Per il sistema parlamentare, il modello cui sta lavorando la task-force non si discosta di molto dal vecchio Mattarellum: un sistema tendenzialmente proporzionale con un’alta soglia di sbarramento (5%) e premio di governabilità alla coalizione vincente. Inoltre viene suggerita la possibilità per i cittadini di scegliere i parlamentari. Anche in questo caso l’indicazione sarà aperta: collegi uninominali (per una parte degli eletti) o ritorno alle preferenze. Il Senato poi acquisterebbe un profilo federale, ma perderebbe il potere di concedere e togliere la fiducia al governo. Insomma: ai futuri esecutivi basterebbe ricevere la fiducia solo dalla Camera.
LE SOMME
Spetterà poi a Napolitano tirare le somme. Con ogni probabilità il Presidente, che ancora lunedì ha elogiato «il coraggio delle larghe intese», dovrebbe consegnare i dossier delle due task-force al suo successore. Tanto più che la prossima settimana potrebbe essere eletto il nuovo capo dello Stato. Ma c’è chi non esclude del tutto, se il confronto tra Bersani e Berlusconi portasse una schiarita anche sul fronte del governo, che Napolitano possa tentare di battezzare come suo ultimo atto un «esecutivo valido».