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Data: 10/04/2013
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
I privilegi dei consiglieri resistono Congelato il progetto di legge che abolisce il doppio vitalizio

PESCARA «Ai privilegi non si rinuncia facilmente». Maurizio Acerbo fa buon viso a cattivo gioco. Il suo progetto di legge per l’abolizione del doppio vitalizio dei consiglieri regionali per ora è congelato. Se ne riparlerà tra due settimane, e lui aspetta al varco i colleghi. L’assemblea ieri ha deciso infatti di rinviare di quindici giorni l’esame del provvedimento che prevede la riduzione dell’80% del vitalizio per quei consiglieri che ne percepiscono anche un secondo, relativo ad altre cariche pubbliche. «So bene che ai privilegi non si rinuncia facilmente - commenta il rappresentante di Rifondazione Comunista - e so anche che vari beneficiari dei doppi vitalizi in queste ore stanno facendo pressioni sui consiglieri. Anche stamattina (ieri per chi legge, ndr) pare ne siano stati avvistati alcuni all’Emiciclo. Ebbene: si ritengano fortunati per aver goduto fino a oggi della doppia rendita e rivolgano il loro pensiero ai milioni di pensionati che non arrivano alla fine del mese». Acerbo comunque non demorde. «L’esame del progetto è stato rinviato su richiesta del presidente dell’assemblea, Pagano, e di alcuni capigruppo che volevano approfondire la questione - spiega il consigliere del Prc -. Non ho ostacolato la loro richiesta perché non intendo lasciare a nessuno la possibilità di nascondersi dietro qualche scusa. Certamente ci saranno nuovi tentativi di cavillare su presunti diritti acquisiti e su questioni di legittimità. Comunque il servizio legislativo del Consiglio, nella sua scheda istruttoria, non ha rilevato alcuna criticità. Tra quindici giorni saremo di nuovo in aula per la votazione. E allora ognuno si assumerà le proprie responsabilità». Nella seduta di ieri il Consiglio ha eletto i tre delegati che, dal prossimo 18 aprile, parteciperanno alle operazioni di voto per il nuovo presidente della Repubblica. I tre «grandi elettori» sono Nazario Pagano, presidente del Consiglio (27 voti), Gianni Chiodi, presidente della Giunta (19), entrambi del Pdl, e Camillo D’Alessandro, capogruppo del Partito democratico (15). Dieci voti sono andati a Cesare D’Alessandro, dell’Italia dei Valori. «Sono davvero orgoglioso che l’Abruzzo porti a Roma i massimi livelli delle sue istituzioni - dichiara Pagano -. Andremo con spirito positivo, nell’auspicio che il prossimo capo dello Stato sia una persona al di sopra delle parti, in grado di affrontare uno dei momenti più difficili della vita istituzionale del nostro Paese. Il periodo che stiamo attraversando, anche dal punto di vista economico e sociale, è senza dubbio uno dei più complicati dal dopoguerra a oggi, per cui è necessaria una grande figura, capace ed esperta». «Serve un nome largamente condiviso - aggiunge Chiodi - che esprima la necessaria sintesi politica richiesta in un simile frangente di crisi, anche perché, in caso contrario, difficilmente si eviterebbe il ritorno al voto». Per Camillo D’Alessandro l’elezione costituisce «un attestato di stima importante da parte del Consiglio - afferma -. Rappresentare gli abruzzesi per la scelta del nuovo presidente della Repubblica è per me un onore, che arricchisce la mia carriera politica: porterò dentro l’aula parlamentare il sentimento degli abruzzesi». I lavori dell’assemblea regionale sono stati caratterizzati ieri dalla protesta di un gruppo di donne, che hanno voltato le spalle all’Emiciclo: un gesto silenzioso ed eloquente per esprimere il proprio dissenso alla bocciatura, avvenuta nella seduta del 26 marzo, dell’emendamento con cui si inseriva nella nuova legge elettorale la doppia preferenza di genere. Insieme alle rappresentanti di associazioni, di movimenti civici e sindacati, ha voltato le spalle all’assise anche la consigliera regionale del Pd Marinella Sclocco. «Ho protestato anche io - spiega - ma sono già al lavoro per presentare di nuovo l’emendamento, in accordo con i consiglieri del mio gruppo». Dopo l'esame delle interrogazioni e delle interpellanze, il Consiglio regionale ieri ha deciso di rinviare alla seduta del 23 aprile il provvedimento amministrativo sul referendum per l'annessione al Comune di Francavilla al Mare delle contrade Postilli e Riccio, oggi ricadenti nel territorio di Ortona. Nel frattempo il sindaco di Ortona, Vincenzo D'Ottavio, e quello di Francavilla, Antonio Luciani, saranno ricevuti dalla conferenza dei capigruppo. Via libera, invece, a un altro provvedimento amministrativo che destina 800mila euro a interventi di manutenzione sulla rete viaria di Cupello. L'assemblea ha poi nominato le dodici componenti della commissione regionale pari opportunità. Entrano a far parte dell'organismo Gemma Andreini, Mariangela Amiconi, Monica Di Pillo, Paola Bellisari, Patrizia Di Primio, Valentina Mancini, Sabrina Saccomandi, Laura Tinari, Olga Salvatore, Giancarla Galli, Francesca Cermignani e Rosaria Nelli.

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