L’Arta fa chiarezza sulle analisi, Amicone querela Febbo e la Sidra si affretta a replicare che non lascia. La ditta romana assicura di voler raddoppiare l'impegno portando a Pescara due draghe per finire i lavori entro gli 85 giorni previsti dal progetto. Garanzie alle quali, però, la marineria non crede e non ci crede neppure l'Arta. «Scommettiamo che il dragaggio non parte lunedì? - attacca Mimmo Grosso - Se prima c'era un sospetto, ora con questa storia dei ritardi sulle analisi che avrebbero bloccato l'intervento, i nostri dubbi sono diventati certezze». E Mario Amicone, direttore generale dell'Arta, non ci va tanto per il sottile: «Sembra quasi che si cerchi la scusa per non effettuare il dragaggio. Ma noi dimostriamo, carte alla mano, che i ritardi non dipendono dall'Arta, bensì dalla Sidra. Noi eravamo pronti dal 6 marzo per validare gli esami della ditta, che invece ci ha inviato i dati in cinque tranches, l'ultima il 27 marzo. Ecco perché noi non potevamo valutarle e confrontarle prima, altro che colpe dell'Arta». Nelle pieghe dell'affare-dragaggio, Amicone replica per le rime a Mauro Febbo, con particolare riferimento al passaggio in cui l'assessore regionale lo accusava di essere amico di Lavitola: «Falso e per le sue allusioni lo querelerò, come ho già fatto con Carlo Costantini. Quanto al suo tentativo di dare la colpa all'Arta per i ritardi del dragaggio, è fallito miseramente, anzi credo che il presidente Chiodi dovrebbe prendere provvedimenti verso il suo assessore». Sulla destinazione dei materiali Amicone spiega: «Solo 5mila metri cubi, il 2 per cento dei materiali, sui 200mila metri cubi da prelevare, si può utilizzare per il ripascimento. Un terzo dev'essere trattato col sistema del sol-washing e il restante 67 per cento va stoccato». E qui entra in azione la vasca di colmata, off-limits fino a pochi giorni fa, ora tornata prepotentemente d'attualità: «Non ci sono scuse neanche in questo caso - precisa Giovanni Damiani, direttore tecnico dell'Arta - bastano tre giorni per impermeabilizzarla e quindi depositarvi i fanghi. La Sidra poteva farlo dal 25 marzo, ma a tutt'oggi risulta che è tutto fermo». Nei giorni scorsi, invece, la ditta appaltatrice ha lavorato alle piccole cinque vasche preparatorie, ciascuna della capienza di duemila metri cubi: «Se il dragaggio comincia - aggiunge Amicone - quelle cinque vasche si riempirano in due giorni e dopo che succederà? Ecco perché la vasca di colmata va coibentata alla svelta». Da parte della marineria, Mimmo Grosso ha fornito una novità e una rivelazione: «Si può dragare anche durante la stagione balneare con un'ordinanza che la Regione è disposta a emanare, quindi non è vero che si possono togliere solo i primi 100mila metri cubi e il resto è rimandato a settembre. Quanto al Provveditorato e alla Sidra, noi restiamo sulle barricate: aspettiamo lunedì e poi vediamo che succede; quanto al vertice di venerdì scorso, il provveditore Carlea non è venuto, ma a Pescara c'era uno dei suoi dirigenti più importanti, l'architetto Destro Bisol, che però si è guardato bene dall'intervenire».