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Data: 11/04/2013
Testata giornalistica: La Repubblica
Gara Eavbus, aperte le buste Clp e Ctp pronte al subentro. Fallimento dell'azienda trasporti, si profila una fusione

I 1.272 dipendenti sono ancora in attesa di due mensilità, sale la tensione Per l'assegnazione occorre attendere cinque giorni. Nelle proposte non sono indicate cifre

FALLIMENTO Eavbus: aperte le buste della gara per la manifestazione di interesse all'affitto dell'azienda. Due le offerte: della Clp per la manutenzionee della Ctp, e ciò fa ipotizzare una fusione a breve. Per l'assegnazione bisognerà aspettare i rituali cinque giorni dopo l'apertura delle buste davanti al giudice da parte dei curatori fallimentari Sergio Sciarelli, Astolfo Di Amato e Maurizio Siciliani, nominati dal Tribunale il 14 novembre dello scorso anno. Nelle offerte non erano indicate cifre, che però sarebbero quelle del bando nel sito www. fallimentoeavbus. it: per 12 mesi con facoltà di proroga per un canone non inferiore a 400 mila euro per il primo anno e 600 mila per il secondo. Nel mese di maggio dello scorso anno la Clp, amministrata da Carlo Esposito, ha assorbito l'Acms, garantendo il posto di lavoro a tutti e 447 dipendenti della fallita azienda di trasporto locale casertana, ma nel caso dell'Eavbus ha intenzione di occuparsi della manutenzione dei mezzi. La Ctp dal 2008 ha come azionista al cento per cento la Provincia, ha come amministratore unico Gaetano Ratto, e sarebbe pronta a una eventuale fusione che farebbe transitare l'azienda fallita in quella di via Ponte dei Francesi. La situazione per il nuovo affittuario sarebbe particolare, perché ci sarebbe la necessità, una volta che l'assegnazione fosse fatta, di venire a una trattativa con la proprietaria di Eavbus, Eav Holding. Non tutti i depositi confluiti nel fallimento per 110 milioni di debiti, infatti, appartenevano a Eavbus, molti rami d'azienda, come quello di Sorrento, Ischia e Benevento sono infatti ascrivibili a Eav Holding. C'è poi la questione del fallimento sì o no, che pende da quando l'azienda ha presentato un corposo ricorso contro la sentenza di fallimento a firma del legale Sandulli. La Corte d'Appello, che avrebbe dovuto pronunciarsi in merito entro 30 giorni, non lo ha ancora fatto e sono trascorsi due mesi. Naturalmente la cautela è particolare, perché quella regionale dei trasporti su gomma sarebbe la prima azienda pubblica in Italia a fallire, creando un precedente di non poco conto in materia di credibilità di rapporti fra ente pubblico e creditori. Un caso analogo si stava per verificare a Palermo, ma il fallimento è rientrato. I 1.272 dipendenti, che hanno perso due mensilità finite nella procedura fallimentare, sono in attesa del contratto di solidarietà. «Lo stato di incertezza che persiste - dichiara Renato Izzo della Faisa-Cisal - non giova all'azienda e al suo management appena insediato, crea un senso di precarietà che peggiora la situazione. La Corte d'Appello ci dica se siamo dentro o fuori, falliti o non falliti. Se l'Eavbus non lo fosse, allora la vecchia azienda potrebbe essere rimessa in sesto anche con una fusione. L'importante è sapere di che morte dobbiamo morire». Sulla vicenda Eavbus sono in corso due indagini, una della Guardia di Finanza e una della Procura della Corte dei Conti, i cui funzionari stanno ancora acquisendo documentazione.

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