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Data: 11/04/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Caos autobus per sciopero a sorpresa: l’ira del garante

Una protesta improvvisa che ha messo in ginocchio il trasporto pubblico periferico della Capitale. Dalla notte di martedì, a sorpresa, gli autisti di Roma Tpl hanno incrociato le braccia e, quasi unanimemente, sono rimasti fermi all’interno delle autorimesse di via della Maglianella e via Raffaele Costi, a Tor Cervara. Molte le corse soppresse, quasi il 90%, infiniti i disagi per migliaia di pendolari. Motivo della protesta il cronico ritardo nel pagamento delle retribuzioni e la mancanza di fondi per il rinnovo del contratto di lavoro scaduto tre anni fa. Il Consorzio Roma Tpl conta circa 1700 dipendenti e 450 bus, gestisce 83 linee che coprono tutte le zone esterne della città ma per alcuni impiegati il bonifico sul conto corrente manca da tre mesi. Fino alla serata di ieri, infatti, solamente un esiguo numero di persone aveva ricevuto le proprie spettanze. Il nodo, tuttavia, è a monte. La società che affianca Atac nel trasporto su gomma negli ultimi mesi ha operato una serie di tagli ai salari dei dipendenti a seconda del grado e dell’anzianità perché non ha la liquidità e non è più in grado di anticipare il denaro che dovrebbe essere garantito dalla Regione Lazio. Sempre nella giornata di ieri, dura presa di posizione di Roberto Alesse, Garante sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali che ha annunciato la valutazione di misure sanzionatorie: «La gravità della situazione in cui versa il settore del trasporto pubblico locale non può giustificare, in alcun modo, interruzioni selvagge del servizio, a danno dei soli cittadini utenti. Nei prossimi giorni, non appena avremo ricevuto le note informative su quanto accaduto, valuteremo il da farsi». Coesi e arrabbiati gli autisti che fanno capo all’impianto di Tor Cervara. «Sono separata e ho un figlio – racconta Nadia Tirelli – non riesco più ad andare avanti». Tante le difficoltà e gli interrogativi. «Ho uno scoperto in banca – confida Piero Morgia, 56 anni – e nell’ultimo mese sono andato avanti grazie ad un regalo di 250 euro di mio figlio». «Come mai – s’interroga Fabrizio Milone – non ci pagano se il Comune ha stanziato circa 30 milioni? Forse l’azienda non riesce a far fronte ai creditori».

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