ROMA «Se li prendono tutti, fino all’ultimo euro, percepiranno circa 11 mila euro al mese». A fare i conti in tasca ai parlamentari grillini è il responsabile della Comunicazione 5Stelle, Claudio Messora. Come da «codice di comportamento», la loro Bibbia, rinunceranno alla metà dell’indennità prevista per i parlamentari ma non ai rimborsi che dovranno però documentare rigorosamente a pie’di lista. Ieri su questo tema si è tenuto un lungo confronto tra gli eletti. «Alcuni hanno proposto - spiega Messora - un’interpretazione più restrittiva, e in questa linea stanno dividendo le spese anche dormendo in questi giorni in 3 o in 4 in una stessa stanza. Altri lo intendono diversamente». Luigi Di Maio, il 5 Stelle vice presidente della Camera dei deputati, ha formalizzato intanto la sua proposta: applicare lo stesso trattamento economico a tutti, anche ai parlamentari degli altri partiti. E, a quanto pare, l’Ufficio di presidenza, e dunque anche la presidente Laura Boldrini, si sarebbe espresso favorevolmente. I 5Stelle hanno inoltre detto che si faranno carico dei costi che l’occupazione dell’Aula martedì scorso ha comportato.
CASA A PIAZZA NAVONA
Rimane però ancora aperta tra i grillini la questione dei rimborsi per le spese sostenute durante il mandato. Quando spendere per l’affitto? Qual è la cifra congrua? È spuntata fuori a questo proposito la vicenda di un parlamentare che ha affittato una casa a due passi da piazza Navona pagando di canone di 1800 euro. Si può fare? Codice alla mano sì. «Il problema dello stipendio è stato posto a Beppe Grillo-venerdì scorso da alcuni di noi - conferma il senatore Sergio Puglia - so che sono stati chiesti chiarimenti, anche se io non ero presente in quel momento. Io cosa farò? Sceglierò la trasparenza, metterò tutta la documentazione sul web e tutti potranno giudicare».
MASSONE
Lo avrebbero accusato di essere «massone e colluso con mafiosi». E con queste motivazioni Massimiliano Cardullo, questo il suo nome, si è ritrovato fuori da Montecitorio, «licenziato» dal moVimento 5 Stelle. Le informazioni sul suo conto sarebbero state attinte dalla sua pagina Facebook. Cardullo, legato politicamente al Fli di Giorgia Meloni e Ignazio La Russa, ha preso carta e penna e ha scritto alla presidente della Camera Laura Bordini. «Non era un nostro dipendente: è un professionista a partita Iva di cui il gruppo si è avvalso per una settimana e che abbiamo regolarmente pagato», ha replicato in serata la capogruppo alla Camera del moVimento. Mai assunto. E mai licenziato, dunque.