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Pescara, 24/03/2026
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Data: 11/04/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Per il Quirinale sale l’ipotesi rosa. Severino accanto a Bonino e Cancellieri. Sempre forti Marini e Amato

ROMA Il giorno dopo il faccia a faccia tra Pier Luigi Bersani e Silvio Berlusconi, i partiti sono alle prese con le verifiche interne per individuare i papabili nella corsa al Colle. Nel Pd si tratta di mettere a punto la rosa che poi verrà sottoposta alle altre forze politiche. Bersani ha precisato che si dovrà tener conto delle differenze di genere, ed è per questo che nelle ultime ore prende quota la candidatura del ministro della Giustizia, Paola Severino. Una indicazione che per ora resta in sordina ma che potrebbe avere importanti sviluppi man mano che si avvicina il momento delle votazioni fissato il 18 aprile. Non è un mistero, infatti che la Guardasigilli riscuota simpatie anche nel centrodestra. Intanto oggi i grillini cominciano la consultazione on line: «A mio avviso - dice Roberta Lombardi - dovremo votare il nostro candidato fino alla fine». Facendo così capire di escludere eventuali convergenze su Romano Prodi.
POCHE GRANDI ELETTRICI

Intanto, però, proprio per quel che riguarda eventuali candidature femminili, va registrata la forte polemica bipartisan riguardo la scarsissima presenza di Grandi Elettrici, cioè tra i delegati eletti dalle regioni: appena 5 su 58. «Un disastro», sintetizza Valeria Fedeli, vicepresidente Pd del Senato: «Al momento di scegliere chi concorrerà ad eleggere il nuovo Presidente, gli uomini preferiscono gli uomini». Rincara Alessandra Mussolini, pdl: «Continua la vergogna di un Paese oggettivamente nemico delle donne». Sulla stessa scia Monica Cirinnà, anche lei del Pd: «Questa distorsione mi convince ancor di più che è quanto mai necessario lavorare per eleggere una donna al Quirinale».
ACCUSE A D’ALEMA

Stupore e sconcerto hanno provocato le presunte rivelazioni su un coinvolgimento del presidente del Copasir nella vicenda dell’autostrada Serravalle nella quale è indagato Filippo Penati. D’Alema ha nettamente smentito e sono parecchie le reazioni che mettono in relazioni le accuse con il fatto che quello di D’Alema è uno dei nomi più accreditati per succedere a Giorgio Napolitano. «Notizie a orologeria» e «polpette avvelenate» le giudicano sia esponenti del Pd (Migliavacca, Latorre, Fioroni) che del Pdl (La Russa e Galan). Sempre a proposito di candidature nel centrosinistra, va registrato l’incontro tra Bersani e Vendola: «Il nuovo presidente della Repubblica - ha detto il leader Sel - «non può essere garante delle nomenklature ma del Paese». Stabili le quotazioni di Franco Marini e Giuliano Amato: si affaccia anche il ”saggio” Luciano Violante.
SCELTA CIVICA

A giudizio del segretario Udc, Lorenzo Cesa, «per il Capo dello Stato bisogna trovare un metodo: sarebbe bello eleggerlo nelle prime tre votazioni. Serve una persona in grado di lavorare, come ha fatto Napolitano in questi sette anni, con grande competenza e senso delle istituzioni. Il nuovo presidente dovrà essere condiviso, ma soprattutto dovrà avere le capacità politiche e la fermezza che servono in un momento come questo».

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