All’indomani della conferenza stampa in cui l’Arta ha servito su un piatto d’argento la soluzione per liberare il porto dall’insabbiamento, dando il via libera all’utilizzo della vasca di colmata, gli attori in scena continuano a recitare la commedia del «tutto va male e nulla si farà». C’è l’assessore regionale Mauro Febbo che replica a brutto muso al direttore dell’Arta Amicone che l’ha minacciato di querela: «Sono tranquillo, e se sarà confermato il ritardo causato dall’Arta chiederò la rimozione del direttore» tuona Febbo, riaprendo la polemica sui tempi delle analisi dei fondali del porto (analisi che l’Arta ha consegnato lunedì). C’è la Sidra, società che ha avuto i lavori di dragaggio in appalto e che - stando alle parole di Amicone - nonostante sia stata informata già il 25 marzo della disponibilità della vasca di colmata per conferire i fanghi, anziché correre a impermeabilizzare la stessa vasca - conditio sine qua non per procedere con il dragaggio - continua a tergiversare, allestendo improbabili vasche in banchina «che possono accogliere al massimo diecimila metri cubi di sabbia a fronte dei 200 mila metri cubi da dragare», cioè un’inezia. Sidra che a quanto pare non avrebbe ancora firmato il contratto: se ciò fosse confermato, si aprirebbero nuovi inquietanti interrogativi. Dal Provveditorato e dalla Capitaneria arrivano però parziali rassicurazioni: «A quanto ci risulta, la Sidra ha l’incarico e non si è tirata indietro» dicono. Per il resto, su tempi e modalità, bocche cucite a Pescara e a Roma, dunque nessuna certezza.
«Sbrigatevi a cominciare i lavori, ci sono tutte le condizioni per riaprire il porto in tempi rapidi» è l’appello lanciato dal presidente della Camera di commercio, Daniele Becci.
Poi ci sono loro, i pescatori della marineria di Pescara che ad oggi ne hanno viste e sentite così tante da non credere più a nulla finché non vedono. Uno scetticismo incomprensibile, date le premesse, ma ad oggi i loro timori si sono sempre rivelati fondati. Perciò andranno avanti a modo loro: «Se lunedì non ci sarà la draga o le draghe della Sidra in porto, deciderò con i colleghi se bloccare l’asse attrezzato o invadere l’aula consiliare del Comune» ha detto forte e chiaro Mimmo Grosso ieri alla cronista di Rete8. Ad agevolare la tempistica del dragaggio c’è anche un aspetto importante: i lavori non verrebbero sospesi durante la stagione balneare, così è stato deciso dopo una serie di valutazioni sull’intervento. Questa mattina intanto la marineria va a Roma per discutere di fermo pesca biologico e cassa integrazione. Altri fronti della stessa battaglia.