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Pescara, 24/03/2026
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Data: 12/04/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
L’Abruzzo ha detto sì accoglierà i rifiuti di Roma. A Chieti e Sulmona 200 tonnellate al giorno per un mese

PESCARA Roma chiama, stretta nell'emergenza rifiuti. L' Abruzzo e la Toscana rispondono al drammatico appello del governatore della Regione Lazio, Nicola Zingaretti e offrono la disponibilità ad accogliere sui rispettivi territori, per un periodo transitorio di trenta giorni, circa 10.500 tonnellate di rifiuti indifferenziati (350 tonnellate al giorno) che la discarica di Malagrotta non sarà più in grado di smaltire da mercoledì prossimo. Dicono no, invece, il Veneto di Luca Zaia e la Lombardia di Roberto Maroni, esaltando così in qualche modo il gesto di generosità del piccolo Abruzzo verso il quale le prime parole di gratitudine arrivano proprio da Zingaretti: «Voglio ringraziare i presidenti della Toscana e dell'Abruzzo per la loro disponibilità di massima, perché hanno colto l’importanza di aiutare la capitale su un tema così delicato».
Il governatore abruzzese Gianni Chiodi spiega le ragioni del sì: «Quando ci sono dei problemi bisogna farsene carico, ricordando che siamo prima di tutto una comunità nazionale. L'immagine di Roma è tra l'altro quella del Paese, sarebbe da irresponsabili non collaborare a risolvere un’emergenza limitata nel tempo, che potrebbe procurare un danno incalcolabile all'Italia e quindi anche all'Abruzzo». Quanto al no del Veneto e della Lombardia: «Ognuno fa ciò che ritiene più opportuno, ma tutte le regioni dovrebbero mettere in conto la possibilità di trovarsi un giorno nella condizione di dover chiedere aiuto agli altri».
PERIODO LIMITATO
I dettagli dell'accordo non sono ancora noti. Lo stesso Chiodi ammette che se ne occuperanno i rispettivi settori, ma trapelano già le prime indiscrezioni. L'Abruzzo dovrebbe accogliere circa 200 tonnellate al giorno del pattume romano, destinato a due impianti, uno privato e l'altro pubblico, di Chieti e Sulmona. Quello che non è chiaro è invece il destino dei rifiuti una volta trattati: se saranno cioè smaltiti nelle discariche abruzzesi o altrove. Ancora Chiodi: «Il sistema impiantistico che abbiamo costruito è in grado di sostenere emergenze per periodi e quantitativi limitati. Si tratta di pazientare ancora un po' perché sta per entrare in funzione il termovalorizzatore che si sta realizzandoostruzione nel Lazio».
MANI AVANTI
L'assessore regionale Mauro Di Dalmazio mette le mani avanti: «La disponibilità espressa dal presidente Chiodi, a trattare una parte dei rifiuti di Roma per un periodo limitato è solo una disponibilità di massima, previa verifica della quantità dei materiali, degli impianti abruzzesi e dei tempi. Ma lasciare sola Roma in un momento del genere sarebbe un danno gravissimo per l'Italia».
La decisione è scaturita ieri al tavolo della Conferenza delle Regioni, dove l'Abruzzo ha incontrato, nel recente passato, sostegni concreti sui debiti della sanità. E anche questo è stato sottolineato da Chiodi. Il sì del Lazio e della Toscana ad accogliere i rifiuti di Roma risolve, tra l'altro, l'impasse che aveva caratterizzato nei giorni scorsi il difficile tentativo di mediazione del ministro dell'Ambiente, Corrado Clini. Caustico il commento del governatore della Toscana, Enrico Rossi: «Se c'è bisogno ci si dà una mano, un concetto così semplice che solo nel Nord leghista non capiscono».

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