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Pescara, 24/03/2026
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Data: 12/04/2013
Testata giornalistica: Il Centro
Provincia, 5 indagati per un appalto pilotato. Spazzaneve, sotto accusa per falso e turbativa d’asta due dirigenti dell’ente Nei guai anche il concessionario Mercedes di Pescara e altri imprenditori

L’AQUILA Un altro ciclone giudiziario si abbatte sulla Provincia. Stavolta si ipotizza l’acquisto di spazzaneve con i soldi per l’emergenza post-sisma. Il tutto, secondo il teorema accusatorio, architettato da dirigenti e funzionari dell’ente per favorire il concessionario della Mercedes-Benz di Pescara mentre altri due imprenditori avrebbero comunque avuto delle agevolazioni illecite. Il raggiro poggiava sul presupposto (di pura fantasia, secondo il pm), che quattro spazzaneve sarebbero stati danneggiati irrimediabilmente dal crollo del cedimento strutturale dell’autoparco dell’ente: ma il crollo non c’è mai stato e uno degli spazzaneve è addirittura ancora in funzione. È stato infatti ceduto a un autodemolitore che lo ha poi rivenduto e ora è in perfetta efficienza. Insomma, non era da rottamare. GLI INDAGATI. Piovono dunque accuse a carico di due dipendenti della Provincia e tre imprenditori accusati a vario titolo di falso, turbativa d’asta,abuso d’ufficio e truffa aggravata. Si tratta di Francesco Fucetola, 61 anni, di Castel del Monte, dirigente del settore Viabilità e trasporti; Giuseppe Fiaschetti, 52 anni, di Lucoli, geometra del settore Viabilità dell’ente, Gaetano Specchio, aquilano (54), titolare di una ditta che si è occupata dello sgombero della neve; Piero Barbuscia (61), di Pescara, concessionario della Mercedes-Benz; Piera Serinaldi (39), nata a Roma e residente a Montereale, titolare della ditta «Vivai della Molinella snc». Il pm Antonietta Picardi ha chiesto la sospensione dal servizio per i due dipendenti della Provincia mentre per Barbuscia e la Serinaldi è stato invocato il divieto temporaneo di esercitare determinate attività imprenditoriali. Nessuna richiesta per Specchio. Il gip Giuseppe Romano Gargarella, che ieri ha coordinato gli interrogatori dei sospettati, deciderà tra qualche giorno su queste interdittive. Infatti il collegio difensivo ha presentato delle memorie che dovranno essere valutate dal giudice. LE INDAGINI. Le indagini furono avviate in seguito a un controllo occasionale della polizia Stradale: gli agenti fermarono un camion che nel novembre 2009 stava trasportando alcuni di questi spazzaneve e appurarono che i mezzi stavano per essere avviati alla rottamazione. Essi si stupirono per il fatto che gli spazzaneve non sembravano proprio da buttar via. Si insospettirono e inviarono gli atti alla Procura, che dispose intercettazioni e verifiche documentali poi decisive per gli sviluppi investigativi. LE ACCUSE. Fucetola e Fiaschetti sono accusati di avere attestato, con un documento dell’ente inviato alla Regione, un cedimento strutturale del tetto dell’autoparco provocando danni a quattro mezzi. Con tale artificio avrebbero ottenuto illecitamente l’erogazione di un finanziamento dalla Protezione civile di 734 milioni. In totale la somma che fornirà la Protezione civile, all’epoca diretta da Guido Bertolaso, è di un milione e mezzo. Fermo restando a carico della Provincia un altro milione e 300mila euro per acquisto mezzi e impiego personale. Fiaschetti, Fucetola e Barbuscia sono accusati di turbativa d’asta per la fornitura dei nuovi sei mezzi spazzaneve «Unimog». Una gara di appalto «pilotata» poggiata sul falso presupposto che i quattro mezzi erano stati distrutti. Secondo l’accusa i mezzi richiesti nella gara coincidevano con quelli della Mercedes ed erano stati invitati altri concessionari che non avrebbero potuto offrire automezzi con caratteristiche tecniche adeguate alle esigenze. Una gara, dunque, già decisa a favore di Barbuscia. Contestata anche la non applicazione di una penale a Barbuscia per via della consegna ritardata di mezzi. A Fucetola e Fiaschetti si contesta, inoltre, di avere affidato alla ditta di Specchio un servizio sgombraneve con una spesa pubblica triplicata rispetto alle precedenti stagioni invernali senza alcuna giustificazione. La Serinaldi, infine, è accusata di falso e truffa. Avrebbe attestato falsamente l’impiego di un mezzo antineve «Class» per conto della Provincia mentre lo stesso mezzo era al lavoro per un altro appalto fatto dall’Anas in un’altra zona. Per questi fatti l’amministrazione provinciale avrebbe avuto un danno complessivo di oltre 15mila euro. GLI INTERROGATORI. Sono iniziati alle 9 e terminati verso le 16. Gli indagati hanno respinto le accuse al mittente e ora si è in attesa della decisione del giudice. Nel corso del procedimento gli indagati sono assistiti dagli avvocati Ferdinando Paone, Angela Sollecchia, Pietro Gallo, Fabrizio Di Carlo, Giuliano Milia. Gli ultimi due sono del Foro di Pescara, gli altri del Foro aquilano.

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