AZZERAMENTO La dote di 40 milioni di euro di residui ci sono stati azzerati dal ministro del Lavoro Fornero per soccorrere le regioni con maggiori necessità.
PESCARA «Nell’immediato il Governo sta decidendo di assegnare altri 250 milioni di euro alle Regioni, ma la cifra è del tutto insufficiente. Le altre Regioni lamentano di non poter arrivare a fine giugno. All’Abruzzo, secondo dati di Italia Lavoro, dovrebbero essere assegnati altri 15 milioni, che non consentirebbero nemmeno di coprire lo scorso mese di marzo ed il corrente mese di aprile». Cgil, Cisl e Uil spiegano così le ragioni abruzzesi dell’adesione alla manifestazione nazionale di protesta per rivendicare adeguati finanziamenti per gli ammortizzatori in deroga in programma la mattina del 16 aprile davanti alla Camera dei deputati a Roma. Ragioni che i sindacati abruzzesi hanno ribadito, ieri mattina a Pescara, nel corso di un incontro con la stampa. «La legge di stabilità per il 2013, infatti», sostengono Cgil, Cisl e uil, «ha stanziato risorse palesemente insufficienti. Se non si interviene subito, tra poche settimane in alcune Regioni non sarà più possibile sostenere il reddito di chi ancora ha un lavoro ma opera in un'impresa in crisi, e neppure per chi è già stato licenziato. Si tratta di almeno 350mila-400mila persone che rischiano di restare senza reddito nei prossimi mesi, e in qualche caso si è già arrivati al termine delle prestazioni assicurate dalle risorse fin qui stanziate». «La nostra regione era “virtuosa” fino allo scorso anno», spiegano le segreterie regionali dei tre sindacati. «Al 31 dicembre 2012 avevamo accumulato una dote di 40 milioni di euro di residui, che ci sono stati azzerati dal ministero del Lavoro per soccorrere le regioni con maggiori necessità. In particolare, nei comuni dell’area sisma, erano state decise delle misure aggiuntive e di più lunga durata rispetto a quelle previste per il resto del territorio regionale. Quelle misure hanno contribuito a portare un minimo di sollievo alle popolazioni martoriate dal terremoto del 2009». In particolare, nei Comuni dell’area sisma, erano state decise delle misure aggiuntive e di più lunga durata rispetto a quelle previste per il resto del territorio regionale. Quelle misure hanno contribuito a portare un minimo di sollievo alle popolazioni martoriate dal terremoto del 2009. La legge di stabilità – ricordano ancora i sindacati – non ha prorogato, anche per il 2013, l’autorizzazione all’Inps ad anticipare il pagamento diretto della cig in deroga, in attesa del provvedimento di autorizzazione della Regione. Inoltre, sono stati introdotti nuovi limiti e la procedura è diventata più complessa. «La Direzione regionale dl Lavoro», spiegano Cgil, Cisl e Uil, «verifica la sussistenza dei requisiti richiesti e trasmette la relativa istruttoria alla Regione Abruzzo. La Regione verifica se le risorse finanziarie assegnate sono sufficienti a garantire tutti gli interventi e, dopo la verifica, autorizza l’Inps al pagamento della cig (cassa integrazione guadagni).In questa situazione, è importante, visti i tempi lunghi per il pagamento degli ammortizzatori, utilizzare gli accordi provinciali (a Pescara e Teramo sono tuttora in vigore) che prevedono l’anticipazione della cig da parte degli istituti di credito locali convenzionati». «La situazione non è facile, date le dimensioni delle crisi aziendali e la carenza delle risorse stanziate», concludono i sindacati, «ma deve essere chiaro, e lo abbiamo ribadito in sede di Cicas, che gli ammortizzatori restano uno strumento molto valido per contrastare i devastanti effetti della stagnazione della nostra economia».