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Pescara, 24/03/2026
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13/04/2013
Il Messaggero
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Ammortizzatori sociali, l’Abruzzo chiede di più. Cgil, Cisl e Uil: «Tante le richieste, pochi i soldi» martedì protesta a Roma |
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PESCARA Cgil, Cisl e Uil in piazza martedì a Roma per chiedere più finanziamenti per gli ammortizzatori in deroga. Ieri a Pescara sono stati illustrati i dati sulla situazione abruzzese. Con la riforma del mercato del lavoro (legge 92/2012) gli ammortizzatori sociali in deroga resteranno in vigore fino al 2016, per garantire i lavoratori delle piccole imprese nella fase di transizione dal vecchio sistema al nuovo, quello dei fondi bilaterali di solidarietà. La Conferenza Stato-Regioni, il 22 novembre 2012, ha ribadito che le autorizzazioni relative agli ammortizzatori in deroga restano di competenza delle Regioni. Per il 2013 il Governo ha stanziato più di un miliardo di euro, ma ha assegnato solo 520 milioni alle Regioni. Inoltre il Ministero del Lavoro ha ribadito che gli interventi possono essere autorizzati solo entro il tetto delle risorse stanziate. All’Abruzzo, in questa prima fase, sono stati assegnati 5 milioni di euro per le integrazioni e le mobilità nei comuni colpiti dal terremoto e 14,5 milioni per il resto d’Abruzzo. Nei soli primi due mesi dell’anno sono arrivate richieste per oltre 40 milioni di euro. Spiegano i sindacati: «Nell’immediato il Governo sta decidendo di assegnare altri 250 milioni di euro alle Regioni, ma la cifra è del tutto insufficiente. Le altre Regioni lamentano di non poter arrivare a fine giugno. All’Abruzzo, secondo dati di Italia Lavoro, dovrebbero essere assegnati altri 15 milioni, che non consentirebbero nemmeno di coprire lo scorso mese di marzo ed il corrente mese di aprile. La nostra Regione era virtuosa fino allo scorso anno. Al 31 dicembre 2012 avevamo accumulato una dote di 40 milioni di euro di residui, azzerati dal Ministero del Lavoro per soccorrere le Regioni con maggiori necessità. La situazione non è facile, date le dimensioni delle crisi aziendali e la carenza delle risorse stanziate, ma deve essere chiaro che gli ammortizzatori restano uno strumento molto valido per contrastare i devastanti effetti della stagnazione della nostra economia. Il ricorso alla cassa integrazione in deroga, soprattutto, va garantito per contrastare i licenziamenti e per consentire alle imprese di superare i periodi, più o meno lunghi, di difficoltà».
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