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Pescara, 24/03/2026
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Data: 13/04/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
«No a Ombrina mare» è il giorno della protesta. Grande manifestazione a Pescara contro i progetti petroliferi

PESCARA Circa 180 soggetti, tra associazioni, sindacati e movimenti, 47 Comuni, 17 organizzazioni politiche, le Province di Pescara e Chieti, la Regione Abruzzo, tre diocesi (Chieti, Pescara e Lanciano), tre parchi nazionali, un parco regionale e sette riserve regionali, per un totale di oltre 260 adesioni e migliaia di persone previste. Sono i numeri della maxi manifestazione «No Petrolio» organizzata per oggi a Pescara contro il progetto 'Ombrina Marè, che prevede la realizzazione di una piattaforma al largo della 'Costa dei Trabocchì, nel Chietino. Il Wwf, uno dei promotori dell'iniziativa, parla di «un evento che entrerà nella storia dell'Abruzzo, perchè mai in passato c'erano state così tante adesioni» e si dice fiducioso di superare anche i numeri della manifestazione del 2008 contro il centro oli di Ortona (Chieti). «E in atto una mobilitazione che sta assumendo i caratteri della vera e propria sollevazione pacifica contro i mega-progetti petroliferi - dicono gli ambientalisti - che vogliono imporre la trasformazione della regione e del suo mare in distretto minerario per gli idrocarburi». Tranne Confindustria, che si è detta favorevole al progetto, infatti in piazza ci saranno tutti: dalla Regione fino ai più piccoli, dal Movimento 5 Stelle al Pd e all'Udc, dalle associazioni di categoria (tra cui Cna, Confcommercio e Confesercenti), a tutti i sindacati.

La mobilitazione s’annuncia senza precedenti, fuor di retorica. Associazioni ambientaliste, amministratori comunali e rappresentanti politici, gonfaloni di città, esponenti delle categorie produttive e sindacali, studenti. Gente normale che vuol gridare indignazione e disappunto. Cittadini di Pescara e di tutto l’Abruzzo sfileranno a migliaia oggi pomeriggio nel capoluogo adriatico con la forza travolgente di un fiume in piena. Tutti uniti per dire no alla deriva petrolifera dell’Abruzzo, no alle trivelle, no al progetto Ombrina Mare 2 presentato dalla Medoilgas Spa. Per dire sì, invece, alla costituzione del Parco della Costa teatina.
Il numero dei partecipanti è cresciuto di giorno in giorno, ieri di ora in ora. «Abbiamo superato le 250 adesioni tra associazioni e comitati, movimenti, enti locali e sindacati» dichiara il Wwf Abruzzo, che sul sito ha pubblicato tutti i nomi delle organizzazioni. Al momento di scrivere nell’elenco figurano 178 associazioni di varia natura, 47 Comuni, 17 organizzazioni politiche, la Provincia di Chieti e quella di Pescara, tre parchi nazionali, un parco regionale e 7 riserve regionali. Le più sorprendenti, perché inusuali ma non certo inattese, sono le adesioni delle tre diocesi di Pescara, Chieti e Lanciano, segno evidente di una Chiesa che ha a cuore le sorti delle bellezze naturali d’Abruzzo. La mobilitazione di oggi mira a rafforzare le ragioni della lotta e a farle risuonare forte e chiaro a Roma ai vertici del Ministero dell’Ambiente e a quello delle Attività produttive. «Vogliamo far crollare la convinzione che un’attività di trivellazione al largo delle coste abruzzesi sia utile e porti ricchezza» dichiarano gli ambientalisti del Wwf. La riapertura dell’istruttoria nazionale per la richiesta della Medoilgas, annunciata ieri dal presidente della Regione Gianni Chiodi non ha convinto il popolo No Oil. «In questo modo si va a sanare un procedimento che era potenzialmente nullo» ha detto Camillo D’Alessandro, capogruppo regionale del Pd. L’appuntamento per il concentramento è sul lungofiume nord, sotto la Madonnina, ai piedi del Ponte del Mare. Il corteo si snoda dalle 15,30 percorrendo lungofiume Paolucci fino a piazza Italia, quindi imbocca Corso Vittorio Emanuele e poi Corso Umberto fino a raggiungere via Fabrizi, da qui passerà su via Galilei per arrivare sul lungomare Matteotti fino a concludersi sulla spiaggia antistante piazza Primo maggio. Una delegazione dell’amministrazione comunale di Montesilvano arriverà in bicicletta. «Partiremo alle 14,30 da piazza Diaz» ha detto il sindaco Attilio Di Mattia, sicuramente affiancato dai consiglieri Fabio Vaccaro, Paolo Talanca e Daniele Scorrano.
La posizione di Medoil era stata rappresentata qualche settimana fa su queste colonne dall’amministratore delegato di Medoilgas, Sergio Morandi: «Vogliamo diventare partner di questa terra, affiancarla nello sviluppo di oggi e di domani. Estrarre petrolio dal mare non significa essere nemici dell'ambiente. Questo è un territorio che intendiamo valorizzare anche noi, magari rimettendo a posto quei depuratori che non funzionano. C’è stata molta disinformazione intorno al nostro progetto: la presenza del nostro impianto sarebbe come decretare la morte dei molluschi bivalvi. Ma dico, scherziamo? Gli amici della piccola pesca del Chietino sanno benissimo che non è così e che la moria di vongole, quando c'è, è da attribuire ad altre cause, non certo ai pozzi di petrolio».

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