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Pescara, 24/03/2026
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Data: 13/04/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Caos nella Lega. Bossi prepara lo strappo da Maroni. Senatùr dal notaio per un nuovo partito, poi chiama Bobo: solo un’associazione culturale.

MILANO Dopo i fischi e gli spintoni sul prato di Pontida, per la Lega pareva giunto il momento della resta dei conti. Maroni e la sua politica dell’epurazione da una parte, Bossi e i suoi dall’altra. E a sancire lo strappo sembrava si fosse deciso proprio il Senatur. Accompagnato dalla moglie Manuela e da alcuni fedelissimi, Umberto Bossi ha depositato presso un notaio gli atti per la costituzione di un nuovo partito, è la voce che si è diffusa ieri sera. Ma il diretto interessato smentisce il progetto indipendentista: «Non ho mai pensato a un altro partito». Dunque resterà nella Lega? «Sì. Non metterei mai in gioco mia moglie in queste cose qui. Si sono confusi con il giornale di cultura e identità creato da Giuseppe Leoni», liquida prontamente il caso. Insomma, sarebbe l’ennesimo falso allarme.
TELEFONATA A MARONI
E’ la seconda volta a distanza di una settimana che viene segnalata la presenza del Senatur dal notaio, primo passo per la fondazione di un proprio movimento. Ma Bossi garantisce che si tratta di un abbaglio: «E’ nata nei giorni scorsi una associazione per la cultura e l’identità padana, la cui diffusione fa parte del mio compito nella Lega. Non si tratta di un partito. In realtà c’è gente che parla troppo, anche sulle questioni delle espulsioni alla fine poi tutto passa da me,Maroni e Calderoli. Il resto sono chiacchiere». Tant’è che ha alzato il telefono e chiamato Roberto Maroni per chiarire la questione. Resta da vedere se il colloquio sarà sufficiente a rasserenare i rapporti fra i due capi e soprattutto fra le due anime della Lega. Perché, nonostante la smentita di Bossi, c’è chi è convinto che prima o poi la separazione sarà inevitabile. Ma per Francesco Speroni, leghista della prima ora, «qualcuno ha messo una balla in giro». Nel Carroccio, dice l’europarlamentare, «ho sentito molte persone in queste ore e nessuno mi ha parlato di un nuovo movimento. L’unica cosa vera è che Bossi è andato da un notaio, come fanno tanti di noi, ma non certo per creare un nuovo partito. Ne abbiamo discusso, è determinato a tenere unita la Lega. Se qualcuno vuole spaccarla, di sicuro non sarà lui che l’ha creata dal nulla».
FAIDA IN ATTO
Eppure solo due giorni fa il Sentur ha minacciato di lasciare il Carroccio se non verrà fermata la faida in corso. Al centro dello scontro la possibile espulsione di alcuni ex dirigenti vicini a Bossi, allontanamento che resta tra le priorità di Maroni. «Non c’è alcuna retromarcia, ma una nuova procedura che è stata applicata», afferma. Precisando che la pratica Reguzzoni è stata soltanto «congelata», non archiviata. Insomma, le acque in casa leghista restano agitate: il Consiglio nazionale del partito ha chiesto le espulsioni dell’ex capogruppo alla Camera Marco Reguzzoni più altri cinque, mentre quello del Veneto lo farà domani sulla base della lista dei «ribelli» che il segretario Flavio Tosi sta mettendo a punto. La questione è nelle mani di Matteo Salvini, che conferma: «I provvedimenti di espulsione si concluderanno in una quindicina di giorni»

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