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Data: 13/04/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Alitalia, Del Torchio nuovo ad. L’attuale presidente della Ducati nominato dal cda di giovedì 18

MILANO Dalle due ruote ai cieli. E’ Gabriele Del Torchio il favorito per la poltrona di amministratore delegato di Alitalia. L’attuale presidente e ad della Ducati ha dunque conquistato il gradimento dei soci Alitalia al termine della scrematura dei candidati selezionati dalla società di cacciatori di teste Korn/Ferry per conto del presidente Roberto Colaninno. La decisione verrà ufficializzata dal consiglio della compagnia aerea che dovrebbe tenersi giovedì 18 in mattinata e, a seguire, il nuovo timoniere verrà presentato alla prima linea manageriale. Colaninno aveva completato proprio ieri il giro dei grandi azionisti, a cominciare da Intesa Sanpaolo, Riva e Atlantia che hanno offerto pieno consenso alla luce del brillante track record vantato dal professionista italiano.
Del Torchio è un manager di grandi capacità, specie nelle società in turnaround, cioè dove innanzitutto si deve porre rimedio, nei limiti del possibile, alle cause che hanno portato alla crisi e poi innestare un piano di recupero della redditività. Il top manager sarebbe stato preferito ad altri due professionisti con profili più o meno simili: uno attualmente dipendente del Nuovo Pignone, l’altro di General Electric.
Del Torchio, che occuperà la poltrona in precedenza di Andrea Ragnetti (ha lasciato il 24 febbraio) ha 62 anni e laurea in Scienze Economiche alla Cattolica. E’ al gruppo Ducati dal 2007 ed è stato confermato nel ruolo anche a seguito dell’acquisizione da parte di Audi avvenuta giusto un anno fa. Del Torchio proveniva dalla guida dei cantieri Ferretti, dove in due anni era riuscito a riportare il gruppo in zona di equilibrio economico. Le sue caratteristiche manageriali ben si adattano al caso-Alitalia perché abbinano le capacità nelle ristrutturazioni di Rocco Sabelli con un approccio al marketing che distingueva Ragnetti.
Del Torchio lascerà il gruppo motoristico avendo di fatto completato in sette anni di permanenza un ciclo, e poi perché Audi, appartenente alla Volskwagen, pur avendogli conservato il ruolo per policy del gruppo tedesco sta riorganizzando, accentrandoli, tutti i poteri decisionali. Il fatto che si tratti di un manager di grandi capacità è dimostrato dal fatto che lo scorso anno ha fatto parte della rosa di due nomi portati da un altro head hunter di rilievo, Spencer Stuart, al consiglio di Rcs per la nomina ad amministratore delegato (fu scelto il più giovane Pietro Scott Jovane).
IL TAGLIO DI 100 MILIONI
Alitalia rappresenta un sfida incentivante. La compagnia, che da quando ha spiccato il volo nel 2009 ha bruciato 735 milioni, per auspicio espresso da Colaninno durante l’incontro col top management, subito dopo l’uscita di Ragnetti, vorrebbe vedere il pareggio operativo quest’anno. Per conseguirlo è però stato necessario un prestito convertibile: lanciato per 150 milioni ha chiuso a 105 milioni per le defezioni di Toto, Maccagnani, Vitrociset, FonSai, Acqua Marcia, Gp Group.
La squadra di manager attualmente guidata dal vice dg Paolo Amato ha comunque già iniziato a sforbiciare i costi. In tutto si dovranno tagliare 100 milioni nelle voci fornitori, voli e spese varie.

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