Iscriviti OnLine
 

Pescara, 22/03/2026
Visitatore n. 752.479



Data: 14/04/2013
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Mille colori contro l’oro nero. Tantissima gente al corteo per dire no a «Ombrina Due»

PESCARA Una marea umana, festante e colorata, paralizza per un intero pomeriggio il centro di Pescara. E' il popolo del "no Ombrina Mare", che si oppone alla petrolizzazione della costa e chiede un modello di sviluppo basato sulla valorizzazione delle risorse naturali, sul turismo di qualità e sulle eccellenze del territorio. Sul numero dei partecipanti è il solito balletto delle cifre: 40 mila per gli organizzatori, 12 mila secondo la Questura. Probabilmente la verità sta nel mezzo. Quel che è certo, però, è che la partecipazione è ampia e significativa. In piazza le delegazioni della Regione, delle Province e di 55 Comuni e gli attivisti di oltre 200 associazioni, partiti e sindacati. In testa al corteo i bambini delle scuole abruzzesi, il futuro della regione. Sorridono e urlano senza sosta: "giù le mani dal nostro mare". Il lungo serpentone umano muove dal piazzale della Madonnina, sfila lungo corso Vittorio Emanuele e approda in piazza Primo Maggio. "La costa è anche nostra - dice Francesca Tarantino del comitato aquilano 3e32 - Ombrina è un po' lo specchio del post-terremoto, con la Regione che arriva sempre in ritardo e non si assume le sue responsabilità". Alcuni zampognari del Chietino intonano la struggente melodia di "Mare Nostro". Più indietro, dalle casse sistemate su un camioncino, rimbombano brani rock e reggae. "Si punti su viticultura, eco-turismo ed energie rinnovabili - spiega Dario Sciulli, del comitato Radicati nel Territorio di San Vito-Lanciano - E' l'unico modo per salvaguardare la nostra terra e creare occupazione". Attorno alla battaglia contro la piattaforma petrolifera si coagulano le vertenze di tutta la regione: la marineria pescarese espone striscioni di protesta per il mancato dragaggio del porto. Gli abitanti della Valle Peligna rilanciano la lotta contro il gasdotto e la centrale Snam. "Impianti che verrebbero peraltro realizzati su aree sismiche - nota Mario Pizzola del comitato di Sulmona - Il futuro dell'Abruzzo è l'economia verde, non l'economia fossile". Angelo Insolia, operaio della Sevel e sindacalista dell'Usb, affronta il delicato nodo del rapporto tra sviluppo e occupazione: "Il nostro mondo non si esaurisce nel luogo di lavoro, la qualità dell'ambiente in cui viviamo è fondamentale, come dimostra la vicenda dell'Ilva". Tanti i parlamentari, i consiglieri regionali e gli amministratori comunali. "Questa straordinaria manifestazione accresce le nostre responsabilità - osserva il deputato del Pd, Giovanni Legnini - Presenteremo un disegno di legge per abrogare la norma che ha innescato la procedura e chiederemo la revoca dell'autorizzazione". Il sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia, rileva come "la presenza di molti esponenti del centrodestra dimostri che certe battaglie, un tempo considerate una prerogativa della sinistra, siano in realtà trasversali". E Maurizio Acerbo, di Rifondazione, lancia il guanto della sfida: "Spero che Pd e Pdl, che hanno votato per Ombrina Mare, domani si ricordino di questa manifestazione". Spunta anche Luciano D'Alfonso, smanioso di rientrare nella mischia: "Come si è arrivati a questo punto? A volta va in onda la pigrizia delle istituzioni e la sciatteria delle amministrazioni centrali". La manifestazione si conclude con un concerto sulla spiaggia, a ritmo di raggae e musiche popolari. Entusiasti gli organizzatori. "Una manifestazione di queste dimensioni - rimarca Augusto De Sanctis del Wwf - in Abruzzo non si era mai vista". La Medoil affida ad un comunicato la difesa del progetto. "La petrolizzazione dell'Adriatico è solo uno slogan - è scritto nella nota - Grazie ad Ombrina Mare sarà possibile destinare un miliardo di euro allo sviluppo".

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it