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Data: 14/04/2013
Testata giornalistica: Il Messaggero
Lavoro Allarme sindacati: 520 mila in Cig a marzo. Dall’inizio dell’anno già persi 1.900 euro a testa in busta paga. Cassa in deroga, solo 1,7 miliardi nel 2013

ROMA Una montagna di ore di cassa integrazione porta il mese di marzo su livelli record. Proprio mentre a Torino il mondo confindustriale lancia un forte grido d’allarme dal lato delle imprese, i sindacati osservano allarmati, lato lavoratori dipendenti, il peggioramento delle condizioni occupazionali. Dietro la montagna di ore di cassa di marzo (quasi 97 milioni) in crescita del 22,4% su febbraio e dell’11,98% sul primo trimestre 2012, l’Osservatorio cig della Cgil registra ormai 520 mila persone (arrivano a 570 mila secondo la Uil) che dall’inizio dell’anno si sono trovate a ricorrere all’ammortizzatore sociale, con un taglio di reddito complessivo di 1 miliardo pari a circa 1.900 euro in meno per singolo lavoratore.
I SETTORI

«Il sistema produttivo e l’intero mondo del lavoro sta letteralmente precipitando, trascinando dietro di sé l’intero Paese», afferma Elena Lattuada, segretario confederale della Cgil. Proiettando i dati sull’intero anno, 11 lavoratori su 100 conosceranno la cassa integrazione nel 2013, aggiunge la Uil che registra una crescita in 15 Regioni e in tutti i settori (artigianato +73,4%, commercio +62%, edilizia +35,3%). La più colpita è la meccanica. Esplode la cassa in deroga (+147,1%), ma sale anche quella straordinaria (+15,8%) e la ordinaria (+5%). Tanto che, afferma il segretario confederale Guglielmo Loy, si pone un problema allarmante che andrebbe affrontato anche sul versante delle politiche fiscali. Secondo i calcoli della Uil, tra Imu, Tares e addizionali locali l’esborso pro capite supererà i 700 euro «ma, fatto grave, pochissime amministrazioni locali prevedono agevolazioni per coloro che hanno perso o rischiano di perdere il lavoro. Ed è difficile essere un buon contribuente con poco più di 800 euro al mese». Inoltre, aggiunge, l’emergenza lavoro è sintetizzata anche e soprattutto dal timore che non venga garantita nel 2013 la copertura finanziaria (vedi l’articolo qui sotto, ndr.) sulla Cassa in deroga. Le tre confederazioni martedì prossimo saranno perciò a Roma davanti al Parlamento per chiedere garanzie sulle risorse che molte Regioni hanno già esaurito. L’aumento della cassa investe in maggior misura il Nord (+28,2%) dove la Lombardia è in testa alla classifica italiana, seguito dal Centro (+15,8%) e dal Mezzogiorno (+12,3%). E la Cisl tira le somme: «Con la Cig che ormai da mesi resta intorno ai 100 milioni di ore mensili e con la recessione che continua a mordere, è illusorio pensare che tutti i lavoratori coinvolti possano rientrare nelle aziende di provenienza. Serve un programma straordinario di riqualificazione per accompagnare i lavoratori verso altri mestieri e altri settori con possibilità di crescita», conclude il segretario confederale Luigi Sbarra.

Cassa in deroga, solo 1,7 miliardi nel 2013

ROMA Da spendere ci sono 1,7 miliardi: sulla carta non sarebbero pochi, ma rischiano di esserlo in una fase di crisi produttiva così acuta. Che la situazione fosse grave lo si sapeva già a dicembre, quando il Senato inserì nella legge di stabilità per il 2013 un sensibile incremento del finanziamento per gli ammortizzatori sociali in deroga (da 800 milioni a 1,7 miliardi) attingendo a risorse regionali e ad altri fondi disponibili. Da allora però le cose sono andate peggiorando. L’economia nel quarto trimestre 2012 ha avuto una flessione maggiore di quella attesa, e ora le prospettive di ripresa sono rimandate alla parte finale dell’anno. Nel frattempo le crisi aziendali si sono moltiplicate.
In questo scenario si va verso la scadenza del 30 aprile fissata dalla stessa legge di stabilità per una verifica, in caso di insufficienza delle risorse. Il ministro del lavoro dovrà sentire le parti sociali per individuare eventuali altri interventi. C’è già un percorso già individuato: in via eccezionale, potranno essere utilizzati i fondi destinati alla formazione professionale derivanti dal contributo pari allo 0,30 per cento che le imprese pagano sulle retribuzioni dei propri lavoratori. C’è poi un’altra partita ancora aperta relativa al 2012. All’inizio di quest’anno l’Inps, su indicazione del ministero del Lavoro, aveva bloccato i pagamenti relativi alla cassa in deroga autorizzata nel 2013 ma relativa all’anno precedente. Su pressione delle Regioni la situazione si è poi sbloccata e il ministro Fornero ha autorizzato l’utilizzo per questa finalità dei soldi non spesi negli anni precedenti. Finora, come precisato alcuni giorni fa dalla stessa Elsa Fornero, sono stati recuperati 530 milioni.

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