| |
|
| |
Pescara, 22/03/2026
Visitatore n. 752.479
|
|
|
|
|
|
|
15/04/2013
Il Centro
|
Cassa integrazione, rischiano in 500mila. I fondi stanno finendo, alcune Regioni non arriveranno a giugno. Camusso (Cgil): situazione drammatica, trovare le risorse |
|
ROMA I fondi per finanziare la cassa integrazione sono agli sgoccioli e mezzo milione di lavoratori rischia di non poter più avere neppure il “salvagente” della cassa. Alcune regioni non riusciranno ad arrivare a giugno. A lanciare l’allarme, su un tema sul quale si discute da settimane, è stato ieri il segretario generale della Cgil Susanna Camusso in un’intervista su Sky, durante la quale ha descritto una situazione drammatica, chiamando Cisl e Uil a una grande iniziativa unitaria che abbia al centro i mille problemi del lavoro. Sul tema della cassa integrazione una proposta choc potrebbe arrivare dal Movimento 5 Stelle: lasciar fallire le aziende ormai decotte per «non buttare via soldi inutilmente» e usare le risorse destinate alla cassa integrazione per il reddito di cittadinanza. Questa, secondo Arturo Artom, animatore della rete di imprenditori Confapri - intervistato dall'Huffington Post" - sarebbe la proposta di Gianroberto Casaleggio. Ma il quadro reale per ora è questo. «C’è il rischio», dice Camusso, che 500mila lavoratori possano restare senza cassa integrazione. «In qualche regione - aggiunge - siamo già all’esaurimento dei fondi. Non è neanche detto che in alcune regioni si arrivi fino a giugno». I numeri di oggi non sono numeri veri - secondo il leader della Cgil - «perché sta moltiplicandosi la domanda di cig in deroga. Purtroppo i primi mesi del 2013 hanno determinato un’ulteriore accelerazione della crisi e delle difficoltà». Le risorse «bisogna trovarle, non solo per proteggere il reddito di quei lavoratori, ma anche per evitare che ci sia un’ulteriore spirale di avvitamento sulla riduzione dei consumi e quindi un’ulteriore riduzione della base produttiva». E se il ministro dell’Economia Vittorio Grilli ha rassicurato sui fondi per la cassa, allora - ribatte Camusso dal TG3 - «non resta che stanziarli». Ma l’allarme della numero uno di Corso d’Italia trova indiretta conferma dallo stesso ministro del Lavoro, Elsa Fornero, che ricorda di aver segnalato «sia al collega Grilli che al premier Monti che per il 2013 bisognerà trovare le risorse che mancano alla copertura totale della cig in deroga». Proprio il premier però, ieri ha puntato il dito anche contro imprese e sindacati, pur salutando favorevolmente il possibile “patto dei produttori” lanciato a Torino. «Se l’Italia non cresce - dice - ciò è dovuto a lacune della politica, ma moltissimo anche a sindacati e imprese», che «devono cambiare e non possono chiamarsi fuori». E aggiunge: «mi fa piacere che ora sindacati e Confindustria prendano posizioni comuni. Ho dedicato buona parte del 2012 a ottenere questo». Un quadro economico che preoccupa fortemente e che, secondo Camusso, deve spingere il mondo sindacale a fare quadrato sui temi del lavoro, mettendosi alle spalle e superando la «stagione delle grandi divisioni». Concetto già espresso l’altro ieri al convegno torinese di Confindustria. «Cgil, Cisl e Uil - propone Camusso - hanno il problema di mobilitarsi e dare voce al lavoro, di riunificare le tante disperazioni. Bisogna lavorare per una grande iniziativa unitaria». Serve il coraggio «di dire: alte retribuzioni, pensioni d’oro, si paghino con i titoli di Stato e non in denaro. Se vogliamo discutere di fisco e redistribuzione del lavoro e protezione dei redditi, bisogna decidere che si sposta la tassazione sui patrimoni e sulle rendite».
|
|
|
|
|